Al Richiedei la rinascita di Clara prende forma in un libro

Al Richiedei la rinascita di Clara prende forma in un libro

Elena Muti – Il Centro Pilota Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare del Richiedei di Gussago è stato per mesi il rifugio e la palestra di vita di Clara Tinti, studentessa sedicenne di Manerbio. È lì che ha trovato la forza per trasformare il dolore in parole, dando vita al suo primo libro “Cadono Pezzi di Me”, pubblicato da Gam Edizioni. Il ricovero, durato da ottobre 2024 a febbraio 2025, è stato un passaggio cruciale nel percorso di guarigione. Quattro mesi intensi, segnati da momenti difficili, come l’impossibilità di vedere la famiglia nel primo periodo, ma anche da nuove scoperte. Tra le mura del centro la scrittura è diventata terapia: da semplici poesie fino a un testo narrativo e poetico insieme, nato senza l’intenzione di pubblicare ma cresciuto giorno dopo giorno come compagno silenzioso.

Il Richiedei non è stato solo un ospedale. Per Clara è diventato una seconda casa, un luogo in cui ha potuto sentirsi accolta e ascoltata. Le infermiere hanno rappresentato un punto di riferimento costante, figure materne che con piccoli gesti – come un bacio sulla fronte prima di dormire – hanno colmato le distanze con la famiglia. È grazie a quell’ambiente che la giovane ha potuto riscoprire il valore della cura, dell’affetto e del sostegno quotidiano. Determinante anche il lavoro con la psichiatra Federica Pagani, responsabile dell’ambulatorio di Neuropsichiatria infantile per i disturbi della nutrizione e alimentazione degli Spedali Civili di Brescia, che insieme a Clara ha scelto il percorso del ricovero. La collaborazione con i professionisti del centro ha reso possibile un cammino non privo di ostacoli, ma capace di restituire fiducia e speranza.

Alla base del libro c’è la volontà di essere un segnale per altri adolescenti che si trovano in difficoltà e faticano a chiedere aiuto. Le parole di Clara raccontano il dolore di un’adolescenza segnata dai disturbi alimentari e dall’autolesionismo, ma anche la possibilità di rialzarsi. Oggi la ragazza descrive la gioia di poter riposare, di sentirsi amata e di avere ritrovato la serenità perduta. Il Richiedei di Gussago emerge da questa storia come un luogo di cura che sa unire professionalità e umanità. È tra le sue stanze che una sedicenne ha scelto di riscrivere la propria vita e di condividere con gli altri il coraggio della rinascita.