Come coniugare musica, arte e sostenibilità? Con un progetto ambizioso. E non manca certo di identità il Park Sounds Festival 2026, evento musicale e culturale che tornerà il prossimo 3 e 4 luglio presso il Parco del Frantoio di Rodengo Saiano. Un evento organizzato dalla neonata Pro Loco di Rodengo Saiano con la direzione artistica di Gabriele Tirelli e patrocinato dal comune di Rodengo Saiano, a dimostrazione della forte connessione con il territorio. A fare da padrona durante tutto l’evento sarà la natura. Per vivere al massimo il festival bisogna innanzitutto calarsi nel santuario verde della location, lasciarsi guidare dai propri sensi e permettere al verde di possedere la propria mente. Un vero e proprio percorso multisensoriale dove vista e olfatto saranno accompagnati dalla buona musica e dal meglio che la cucina locale può offrire.
Ma sarebbe riduttivo parlare semplicemente di festival. Park Sounds prova infatti a costruire qualcosa di diverso rispetto al classico evento estivo fatto soltanto di concerti e stand. L’idea è quella di trasformare per due giorni il Parco del Frantoio in uno spazio vivo, aperto, dove suoni, persone e territorio riescano a convivere senza forzature. Niente atmosfera artificiale: il centro di tutto rimane il parco, con i suoi alberi, il prato, i ritmi lenti e quella sensazione di essere lontani dal rumore pur restando nel cuore del territorio. L’edizione 2026 rappresenterà inoltre un ulteriore passo avanti per il progetto, che continuerà ad ampliare il proprio format con due serate consecutive, due palchi immersi nel verde e una proposta sempre più costruita attorno all’incontro tra musica, arte e convivialità. Non a caso il festival continua a crescere anche dal punto di vista della risonanza. Inserito all’interno del palinsesto “Rodengo Saiano Vibes”, il festival sta costruendo negli anni una propria riconoscibilità, sostenuto dall’interesse del pubblico, delle realtà locali e dalla forte connessione con la Franciacorta. Il programma musicale seguirà questa stessa direzione. Due serate, due palchi immersi nel verde e otto band capaci di attraversare generi e sonorità differenti senza perdere coerenza. Venerdì 3 luglio saliranno sul palco Octopuss, The Matt Project, Andrea Van Cleef, Nic on the Sofa e Your Tiny Sofa. Sabato 4 luglio toccherà invece a Super Down Home, Vittoria and The Hyde Park, Jury Magliolo e Fatback Trio. A chiudere il festival il dj-set powered by Vittoria Hyde, pensato più come prosecuzione naturale della serata che come semplice chiusura musicale.
Dentro l’evento, però, ci sarà anche molto altro. Troveranno spazio momenti di live painting, installazioni artistiche e una proposta food costruita attorno alle eccellenze locali. Una scelta etica che punta al vero Km Zero, non come uno slogan, ma come una buona pratica: birre artigianali, cucina del territorio e box picnic gourmet per permettere a tutti di immergersi davvero nell’atmosfera del festival, vivendo il parco fino a tarda serata.
Ed è quindi naturale la scelta di proporre l’iniziativa ad ingresso libero, una direzione chiara di apertura e promozione. Park Sounds è un evento accessibile e trasversale, desideroso di attirare pubblici differenti senza perdere personalità. Ci si potrà sedere sul prato per ascoltare un live, mangiare qualcosa sotto le stelle, spostarsi tra i palchi o semplicemente vivere la natura in un modo diverso dal solito. Un equilibrio insolito tra proposta culturale e rispetto dello spazio che lo ospita, evitando un’impostazione invasiva e costruendo invece un dialogo continuo con l’ambiente circostante. Ed è proprio qui che il Park Sounds sta costruendo la propria identità. Nel tentativo di intrecciare musica, arte e sostenibilità come fossero strumenti della stessa orchestra, capaci di muoversi insieme senza sovrastarsi mai. Perché più che rincorrere l’effetto spettacolare, il festival sembra voler lasciare spazio all’atmosfera, al territorio e a quel bisogno sempre più raro di rallentare.


