Angelo Moscarda – La salvaguardia dell’ambiente e del territorio è una responsabilità collettiva che impatta non solo la salute pubblica, ma anche la biodiversità e la sostenibilità delle economie locali. La presenza di inquinanti può avere effetti devastanti sull’equilibrio ecologico e sulla qualità della vita delle comunità. Prevenire e gestire l’inquinamento diventa quindi essenziale per mantenere l’integrità degli ecosistemi e garantire che le risorse naturali rimangano un patrimonio disponibile per le generazioni future. La Vallosa, un’area tra le più a rischio per la presenza di inquinanti pericolosi come i Pcb, emergono preoccupazioni per la recente piantumazione di vigneti adiacenti alla discarica. Questa zona, riconosciuta tra le più pericolose in Italia, è al centro delle preoccupazioni del circolo locale di Legambiente, presieduto da Silvio Parzanini. Durante un recente sopralluogo, il presidente ha rilevato la coltivazione di due nuovi appezzamenti di terra, per un totale di circa tre ettari, situati proprio al confine con la zona più inquinata.
L’inquinamento di Vallosa, parte del Sin Brescia Caffaro, si estende fino a 17 metri di profondità e comprende 440 mila metri cubi di rifiuti. Ulteriori studi dell’Arpa hanno confermato che la contaminazione continua, evidenziando livelli di Pcb nelle acque dieci volte superiori ai limiti legali. In questo contesto, Legambiente ha lanciato un appello urgente per interventi immediati. L’organizzazione ambientale esprime profonda preoccupazione per le implicazioni di queste coltivazioni non solo per l’integrità ambientale del territorio, ma anche per l’immagine e la serietà dei produttori di Franciacorta. Si sottolinea la necessità di adottare il principio di precauzione per proteggere la salute pubblica e la qualità del suolo e dell’acqua della regione.


