Un nuovo inizio dopo l’ordinazione diaconale: la storia del passiranese Andrea Simonelli

Un nuovo inizio dopo l’ordinazione diaconale: la storia del passiranese Andrea Simonelli

Angelo Moscarda – In un mondo in rapido cambiamento, la questione della scarsità di vocazioni emerge come un fenomeno complesso e sfaccettato. La scelta di dedicarsi a una vita di servizio spirituale, culturale o sociale rappresenta un percorso distinto e profondamente significativo, che richiede una dedizione totale e spesso, un rinunciare a molte delle comodità e delle certezze che la vita moderna può offrire. Questa scelta di vita, un tempo più comune, oggi vede un calo significativo di adesioni, sollevando interrogativi sulla sua sostenibilità e sul futuro di istituzioni che per secoli hanno rappresentato pilastri di comunità e società. Sabato 28 settembre ha segnato un momento significativo per la cattedrale di Brescia e per la comunità cattolica della città, con la celebrazione delle ordinazioni diaconali di quattro giovani, tra cui Andrea Simonelli della parrocchia di San Zenone a Passirano.

In un’intervista rilasciata alla “Voce del Popolo” poco prima dell’evento, Simonelli aveva condiviso le riflessioni sul suo cammino di fede e sulle esperienze che lo hanno condotto a questa scelta di vita. ” Raccontare la scelta in poche parole non è facile, penso sappia Dio quello che è stato alla fine decisivo.”, ha detto Andrea, “Sono stati fondamentali i primi anni. La mia educazione nella fede mi sembra che mi abbia lasciato queste due impressioni: da un lato la grandezza, la bellezza, la serietà della fede e del cristianesimo e, dall’altro, la rilevanza per la mia vita di tutto questo. La scelta per chi vivere, che cosa fare della mia vita, dei miei anni, e di avere a che fare per forza con la parola di Dio, con il Vangelo, con questa proposta così alta e così bella che mi era stata fatta da ragazzo. Sono stati decisivi gli incontri, soprattutto nei miei tre anni dell’università. È lì che ho un po’ preso in mano la domanda: “Che cosa vuoi fare della vita, cosa vuoi tu Signore che io faccia della mia vita?”

Per quanto riguarda le qualità necessarie a chi si dedica al servizio parrocchiale e comunitario, Andrea ha evidenziato l’importanza dell’ascolto e dell’empatia. “Quello che ho visto in me in questi anni, che mi hanno riconosciuto è la capacità di ascoltare, di accogliere una confidenza, di farmi vicino agli altri, alle domande, ai dubbi, al travaglio, questo sì, questo me lo riconosco e quanto il seminario ha coltivato in me in questi anni: una certa attenzione alla vita interiore, alla preghiera, una certa attenzione al nostro discorso su Dio.” ha affermato.

Con la prima ordinazione alle spalle, Andrea guarda al futuro con entusiasmo e dedizione, pronto ad assumersi le sue nuove responsabilità e a contribuire attivamente alla vita della sua comunità a Brescia. La sua storia è un esempio luminoso di come la fede, l’impegno e la comunità possano tessere insieme la trama di una vita dedicata al servizio degli altri.