Matilde Spina – Nelle antiche terre di Rodengo Saiano, tra le sue splendide colline, si è aperto un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio storico-culturale con l’inaugurazione di un suggestivo itinerario presso l’Abbazia Olivetana. Promosso con passione dalla comunità benedettina in collaborazione con il Comune di Rodengo Saiano, l’associazione Amici dell’abbazia e l’Accademia Symposium, il percorso è stato reso possibile grazie al sostegno finanziario della Fondazione della Comunità Bresciana.
Il cuore di questa iniziativa è rappresentato da otto totem strategicamente posizionati, che fungono da guide interattive per i visitatori. Ogni strumento è arricchito da annotazioni e brevi audio-video, offrendo una prospettiva coinvolgente sulla storia e sull’architettura del complesso monastico.
L’intero progetto si inserisce nell’ambito dell’operazione “I tesori nascosti di Rodengo Saiano: patrimonio culturale e storico locale come valore per tutti”, un impegno condiviso nel far emergere le ricchezze di un affascinante passato. Attraverso queste nuove modalità di esplorazione, i visitatori possono immergersi in un viaggio attraverso i secoli, ammirando i segreti e le meraviglie di un luogo intriso di spiritualità e storia.
La storia dell’abbazia olivetana affonda le sue radici nell’XI secolo, quando fu fondata dai monaci cluniacensi dell’Ordine di San Benedetto. Il monastero, situato su un antico quadrivio romano, ha svolto un ruolo cruciale come ospizio per i pellegrini in viaggio verso Roma. Attraverso documenti storici e scavi archeologici, è possibile tracciare l’evoluzione e le sfide che hanno caratterizzato la vita del monastero nel corso dei secoli.
Nel corso del XIII secolo, il monastero sperimentò un periodo di declino, segnato da dispute interne e difficoltà economiche. Tuttavia, nel 1446, un nuovo capitolo si aprì con l’affidamento dell’abbazia agli olivetani su volontà di papa Eugenio IV. Questo segnò l’inizio di una rinascita spirituale ed economica, culminata con la ricostruzione del complesso abbaziale a partire dal 1450.
Artisti di fama come il Romanino e il Moretto contribuirono all’abbellimento del monastero, creando opere che ancora oggi testimoniano la grandezza artistica di quei tempi. Tuttavia, nel 1797, le leggi napoleoniche portarono alla soppressione del monastero, assegnandolo all’Ospedale femminile di Brescia.
Dopo una nuova stagione di declino, nel 1969 l’abbazia ritornò sotto l’attenzione dei monaci olivetani grazie all’interessamento di papa Paolo VI. Da allora, sostenuti dalla Sovrintendenza di Brescia e da numerose associazioni, è in corso un impegno costante per ripristinare l’antico splendore del complesso architettonico.
L’itinerario con i totem rappresenta un passo significativo nella promozione di questo patrimonio culturale unico. Offre ai visitatori un’esperienza coinvolgente, trasportandoli indietro nel tempo per comprendere e apprezzare la straordinaria storia dell’Abbazia Olivetana, una gemma incastonata tra le colline bresciane.


