La Pieve di S. Bartolomeo a Bornato

La Pieve di S. Bartolomeo a Bornato

Maria Luisa Lazzari – Anche se pochi sono i dati provenienti da fonti scritte e scarsi sono i reperti casualmente trovati in passato, in base allanalisi dei materiali e allo studio stratigrafico, si è ora in grado di descrivere la probabile evoluzione del luogo e delledificio che vi sorse. I più sentiti ringraziamenti all’ing. Angelo Valsecchi che mi ha fornito notizie e foto.

Fino alla primavera del 2005, del complesso monumentale della Pieve Vecchia di Bornato si vedevano solo i ruderi della chiesa barocca. Tra i rovi, la sterpaglia e i rifiuti c’era un modesto edificio con le pareti diroccate, il tetto crollato, il pavimento quasi del tutto asportato. Tutto sembrava irrimediabilmente perduto. Ma che cosa gli archeologi non riescono vedere! Che cosa non riescono a fare e a ricostruire con i loro accurati scavi! Quello che a un profano sembra un cascinale abbandonato, a chi è competente appare come un terreno ricco di informazioni per datare le fasi costruttive e le varie destinazioni d’uso. Nulla è frutto di fantasiosa invenzione, ma ogni elemento è scientificamente studiato, valutato e correlato con le eventuali fonti scritte, a tal punto che gli archeologici sanno riconoscere nella stratigrafia se la sedimentazione è stata lenta in condizioni climatiche normali o se si è verificato un evento disastroso come un’alluvione, un terremoto, un incendio.

Così la chiesa di S. Bartolomeo, dopo attente campagne di scavo dirette dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Bergamo e Brescia, ha svelato buona parte della sua storia millenaria e multiforme ed è diventata un sito archeologico agibile al pubblico, addirittura adatta ad accogliere in futuro attività culturali. Ma, andando con ordine, vediamo di raccontare le fasi costruttive che si sono succedute in questo luogo pianeggiante, ai piedi del contrafforte morenico su cui oggi si trova Bornato con il suo imponente castello e i suoi bei palazzi.

In origine (I-IV sec.d.C.) qui sorse una villa romana, grande e ricca, prosperosa di attività contadine. Nei difficili tempi intorno al sec. V conobbe un totale o parziale abbandono, fino alla sua rioccupazione in età longobarda, quando tra il 570 e il 650 divenne una modesta abitazione con caratteri di estrema rusticità, ma anche di frequentazione non occasionale. Dal numero dei focolari e delle sepolture si capisce che in questo luogo col passare del tempo si costituì un nucleo abitativo con una continuità di vita e di presenze che ne favorì la scelta di essere il luogo deputato  alla prima originaria ecclesia.

Ecco allora che gli archeologi scoprono, al di sopra dei livelli romani e longobardi, una serie di testimonianze materiali che permettono di ricostruire la chiesa battesimale, edificata tra VII e VIII sec., di grandi dimensioni, con abside semicircolare ed anche la sepoltura importante di un personaggio venerabile subito dietro l’altare. In età carolingia la chiesa divenne sede plebana del territorio e come tale è menzionata nel 1058 in una pergamena del vescovo di Brescia e successivamente in altri documenti, relativi al versamento delle decime.

La chiesa, ridotta tra XI e XII sec. a minori dimensioni, fu nuovamente rifatta nel Quattrocento, quando divenne la parrocchiale di Bornato. L’edificio presentava un vasto impianto, articolato in una navata principale e in una piccola navata settentrionale a quattro campate, con le pareti rivestite da un ricco apparato pittorico di cui si conservano nell’attuale parrocchiale due cicli di affreschi. Nel sec. XVI la chiesa presentava ancora la navata centrale e la navata laterale, con una sequenza di quattro cappelle, come documentato nella relazione della visita pastorale del Cardinal Borromeo. Così rimase fino alla costruzione della nuova chiesa parrocchiale in centro al paese. Allora il vecchio edificio divenne chiesa del cimitero, privato di molti arredi e drasticamente ridimensionato.

Ma il suo declino non era ancora finito. L’ultimo colpo fu inferto intorno al 1730, con la costruzione della nuova chiesa dei morti vicino alla parrocchiale. Ebbe inizio allora un lungo periodo di abbandono e di degrado, durato quasi tre secoli. 

Si potrà vedere quanto è stato fatto per il recupero della Pieve di S. Bartolomeo partecipando alle passeggiate archeologiche e paesaggistiche curate dal Gruppo Amici dell’Antica Pieve di S. Bartolomeo e dallAssociazione storico-archeologica U.S.P.A.A.A.

Informazioni: email pievesanbartolomeobornato@gmail.com, cell 335 5761957