Angelo Moscarda – Nei primi giorni di maggio, a Gussago, era stato lanciato l’allarme perchè le acque del torrente Canale, affluente del Gandovere, apparivano di un rosso acceso. Una residente del comune, rendendosi conto del problema, aveva tempestivamente contattato le autorità competenti perchè si indagasse sulla gravità della situazione.
I tecnici dell’Arpa sono intervenuti in un battibaleno e sono velocemente risaliti all’origine del problema. Perlustrando la zona si sono subito resi conto che la sostanza scaricata nelle acque proveniva da un’azienda di coloranti alimentari, per cui non dannosi per la salute. Il polo industriale è dotato anche di un depuratore che immette le acque nella rete fognaria. Un piccolo danno, però, provocava la fuoriuscita di un colorante al mirtillo che andava ad immettersi nel torrente.
Il danno è stato subito sistemato e, fortunatamente, non ha creato ulteriori conseguenze trattandosi di materiale ad uso alimentare. Merito va certamente alla signora che ha fatto la segnalazione ed alla prontezza dei tecnici che in poco tempo sono riusciti a svolgere le proprie indagini ed a trovare la soluzione.
Il rispetto delle acque è una delle priorità per il benessere del territorio. Sulla questione si è espresso anche il presidente dell’Arpa Lombardia, Stefano Cecchin: Il presidio permanente del Dipartimento sull’intero territorio bresciano è un punto di forza della nostra azione istituzionale a difesa dell’ambiente e della salute. Siamo convinti che anche casi di gravità limitata, come quello di Gussago, debbano essere risolti. Per questo ho promosso dal 2020 il potenziamento del personale tecnico e dirigenziale su Brescia


