In ricordo di Marisa Fantini: la sua Fede manca a tutto Rodengo Saiano

In ricordo di Marisa Fantini: la sua Fede manca a tutto Rodengo Saiano
Coccoli Franco – La signora Marisa Fantini, moglie del maggior generale AM Franco Merlo e madre del prof. Vincenzo e dell’avvocato Piergiorgio , è salita in Cielo lo scorso 17 agosto, a Rodengo Saiano, dopo una breve malattia.

Perugina di nascita, bresciana di adozione, sorella del compianto cappellano militare Don Omero Fantini, abitava a Rodengo Saiano dal 1994. È stata moglie e madre esemplare. Donna di grande Fede e preghiera, caritatevole, dolce e premurosa, donava sempre un sorriso e una parola di conforto cristiano a coloro che erano nella sofferenza.  La signora Marisa lascia un grande vuoto a tutti coloro che l’hanno conosciuta.

Fu sostenitrice del movimento cattolico Rinnovamento nello spirito, tanto che mons. Dino Foglio, figura di rilievo internazionale per tutta l’associazione, divenne punto di riferimento per tutta la sua famiglia. Quando si trasferì a Rodengo Saiano nel 1994, fondò, insieme ad altri fedeli, il gruppo Maria, vicino al RnS, supportata dall’entusiasmo del parroco di allora: don Angelo Marini. Fu messo a disposizione un locale per gli incontri all’interno dell’Oratorio Cristo Re a Saiano.

Tra le prime Bresciane a recarsi a Medjugorje nel 1983, appena 2 anni dopo la prima apparizione, mantenne un forte legame con quel luogo di Fede, compiendo in tutto 14 viaggi. Nei primi anni visse anche lo scoraggiamento dell’allora regime comunista jugoslavo verso i pellegrini. Il figlio Vincenzo racconta che durante una notte passata in una modesta pensioncina del paese bosniaco (la località non era ancora ricca di alberghi come al giorno d’oggi),  la milizia ordinò una perquisizione ai fedeli per disincentivare futuri arrivi.

Conosceva personalmente i veggenti e con alcuni di loro ha mantenuto un rapporto epistolare. Attiva nella diffusione della Fede, fu anche distributrice del bollettino prodotto allora dai devoti di Medjugorje, diventando punto di riferimento in tutta la provincia.

Nativa di Tuoro sul Trasimeno si adoperò per le comunità della sua terra. Fece riconsacrare una chiesa sconsacrata nella località Sanguineto e nella metà degli anni ’90 donò una preziosissima Via Crucis in marmo che fu installata sulla strada che porta al cimitero del comune umbro.

Si è sempre distinta per l’attenzione al prossimo, l’altruismo, la vera Fede e la preghiera. Con queste sue doti ha educato la famiglia, distinguendosi sempre per la socievolezza che caratterizza la cultura dell’Italia Centrale. Nel 2015, dopo gravi problemi di salute del marito Franco, si è dedicata incessantemente alle sue cure fino al tragico giorno di agosto che l’ha portata in Paradiso.

Il suo ricordo e il suo esempio accompagnano dall’alto la Comunità. La redazione del Punto, diffondendo questa memoria, è vicina al dolore del marito e dei figli, sicura che queste parole possano rievocare i sentimenti d’affetto di tutti coloro che hanno conosciuto Marisa.