Siamo cambiati: viaggio nella cultura italiana attraverso l’indagine a Gussago

Siamo cambiati: viaggio nella cultura italiana attraverso l’indagine a Gussago

Coccoli Franco – Conoscere la propria cultura è uno dei modi migliori per conoscere sé stessi. La dipendenza dall’ambiente circostante, benché talvolta ci scocci ricordarlo, è molto più importante di quanto si possa credere. Ed è per questo che vogliamo raccontarvi l’indagine fatta dall’edizione di settembre 2022 de La voce di Gussago, bollettino delle parrocchie di santa Maria Assunta di Gussago, san Girolamo di Civine e san Zenone di Ronco.

La redazione del foglio parrocchiale ha deciso di censire la partecipazione alle Sante Messe nelle parrocchie del comune durante il fine settimana 14-15 maggio 2022. Trascurando l’interessante dato statistico sulle chiese maggiormente partecipate e gli orari che raccolgono il maggior numero di fedeli, è importante riportare il dato finale: in totale, in quel weekend, sono andate a messa 858 persone.

Le celebrazioni eucaristiche considerate sono solo quelle con valore “festivo” quindi a partire dalle tre messe prefestive del sabato sera e arrivando alle 6 celebrazioni domenicali. Sapendo che il Comune di Gussago raccoglie più di 16mila abitanti significa che, con poche approssimazioni, il 5% della popolazione del paese frequenta le sante messe.

La Comunità del paese Franciacortino, poi, non ha caratteristiche per le quali si possa presumere una sostanziale differenza con le altre parrocchie sub-urbane della nostra provincia. Intendo dire che, con poca variazione percentuale, possiamo immaginare che il rapporto fedeli/abitanti sia pressoché lo stesso nei paesi di tutto il Nord-Italia. Per le città, invece, andrebbe aperto un capitolo a parte. È noto, infatti, che nelle metropoli l’affluenza dei praticanti registri affluenze ancor più ridotte.

Lasciando alla coscienza di ciascuno le riflessioni di carattere morale e spirituale, è da segnalare una grande variazione di costumi nel popolo italiano. Fino a qualche anno fa era considerato un dato clamoroso il fatto che a santificare la domenica fosse solo il 20% della popolazione nazionale. In uno stato in cui la stragrande maggioranza delle persone si definisce cattolica, suonava stridente il cattivo rapporto dei fedeli con le omelie.

Oggi le relazioni sono nuovamente mutate. Il distacco delle persone dalla Chiesa è stato rapido e vertiginoso. Considerando che è passata dal rappresentare la quasi totalità del popolo al 20% e poi da questo al 5%, sarebbe curioso indagare tutte le motivazioni che hanno portato a questa conseguenza. Un’operazione doverosa che consentirà ad ogni cittadino di conoscere uno dei mutamenti più evidenti della storia italiana dal dopoguerra ad oggi.

La storia, dopotutto, è utile solo se conosciuta ed analizzata: come uno scacchista che vive ogni partita affidandosi alle ore di preparazione. Saprà interpretare le nuove situazioni di gioco studiando le vittorie e alle sconfitte dei grandi maestri del passato.