Franciacorta 2022: il caldo porterà uva di qualità

Franciacorta 2022: il caldo porterà uva di qualità

Spina Matilde – Una delle maggiori preoccupazioni dei coltivatori di vite in questo periodo dell’anno è la resa della vendemmia. Le prestigiose viti franciacortine, in un anno caratterizzato da un clima torrido e da una calura incessante, hanno subito un calo di resa che dovrebbe aggirarsi “solo” attorno al 10%. 

Il dato sicuramente non farà piacere a tutti coloro che hanno impiegato parecchio lavoro per la produzione del frutto di Bacco, nonché a tutti i  consumatori finali che non vedono l’ora di degustare gli assaggi di questa annata. Viste le prospettive che il clima stava regalando, però, ci si può considerare fortunati e ringraziare le preziose piantagioni che hanno deciso di non penalizzare troppo chi si prende cura di loro.

La vendemmia in Franciacorta oramai si è stabilizzata al mese di agosto: le temperature elevate assieme alla quasi totale assenza di temporali non hanno che accelerato il tempo di maturazione. È stato importante badare in modo approfondito all’irrigazione delle piante e allo scorrimento dell’acqua per garantirne la salute, la qualità del frutto e l’ottima resa finale.

Sono soprattutto le viti più giovani a soffrire in condizioni difficili come quelle di questo 2022: quelle datate, che consentono l’imbottigliamento dei Franciacorta più pregiati, riescono ad adattarsi più agilmente ai problemi idrici.

La siccità inciderà anche sul sapore del vino: la diminuzione del comparto idrico ha reso gli acini più leggeri e dovrebbe dare vita ad un prodotto con più zuccheri e con un minore quantitativo di acidità. Una prospettiva che ben si adatta alla richiesta sempre più pretenziosa del mercato italiano ed estero.

Come abbiamo già ricordato sulle pagine del Punto l’anno del post-lockdown è stato un enorme successo per il vino bresciano nel mondo. La crescita rispetto all’anno caratterizzato dalla chiusura, infatti, era stata del 15,5% registrando numeri di rilievo. 

Ad aiutare, oltre il mercato nazionale che ha assorbito 18,2 milioni di bottiglie nel 2021, era stato anche quello estero con il 10,3% del totale. La Svizzera si era confermata la prima importatrice con il 22,2% del totale esportato seguita dagli Usa. Interessati ai nostri vini anche terre più lontane come il Giappone e l’USA: mentre in Russia il mercato è limitato ai pezzi di valori economici elevati.

I frutti del 2022, da questo punto di vista, promettono la solita qualità e garantiscono di imporsi nuovamente nel mercato globalizzato tra i prodotti più richiesti nonostante il clima abbia chiesto agli agricoltori un impegno maggiore.