Coccoli Franco – Don Giovanni Isonni e don Paolo Ravarini sono i nuovi sacerdoti di Passirano, Monterotondo e Camignone. Il loro ingresso ufficiale è stato celebrato domenica 24 ottobre. Accolti con grande gioia dalla comunità, che, recentemente, aveva salutato don Gigi Guerini e don Nicola Signorini desinati a Binzago, Gazzane, Odolo e Preseglie. Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con il nuovo parroco per conoscere meglio la sua esperienza passata e gli obiettivi futuri.
Don Giovanni, ci racconti brevemente la sua storia …
Certamente. Sono originario di Cortenedolo e sono stato ordinato nel 1984. Sono stato curato a Borno e poi a Breno, parroco a Piamborno e dal 2008 ho svolto servizio nell’arcidiocesi di Torino a Rivoli. Sono rimasto in quella parrocchia finché non sono stato chiamato dal vescovo per tornare a Brescia, qui in Franciacorta. Durante la mia esperienza a Torino ho collaborato con don Paolo Ravarini che ora è qui con me nelle parrocchie di Passirano, Monterotondo e Camignone.
Quali sono state le prime impressioni della sua nuova parrocchia?
Le impressioni sono state buonissime. La comunità è molto vivace e in grado di trasmettere grande gioia anche a noi che siamo appena arrivati. Ci hanno riservato una bellissima accoglienza il giorno dell’ingresso. So che la comunità è anche ricca di risorse e di strutture e questo mi fa ben sperare per i lavori e i progetti che avremo da costruire insieme in futuro. Ora l’obiettivo primario è conoscersi, avere l’occasione di parlare con più persone possibile per poi riuscire ad impostare al meglio la pastorale per il futuro.
Nelle sue parrocchie, fino alla nomina scorsa, si ha sempre avuto a disposizione un curato che si occupasse degli oratori. Chi prenderà quest’importante impegno ora?
Al vescovo ho fatto una battuta: sono contento di tornare a fare il curato! Scherzi a parte sarò io ad occuparmi degli oratori. Riconosco che non sono più giovane e alle prime esperienze, ma certamente cercherò di dare il massimo per questa difficile ed entusiasmante sfida. Parlando poi con i parrocchiani ho conosciuto diverse persone che si sono dedicate alla pastorale giovanile. Sicuramente grazie al loro impegno e al loro supporto riusciremo insieme a costruire qualcosa di bello e qualcosa di efficace per i nostri oratori e soprattutto per i nostri ragazzi.
L’ultima domanda riguarda il futuro. Come è possibile progettare con la pesante ombra del Covid non ancora cancellata del tutto?
In queste parrocchie ho visto molta e seria attenzione perché sia sempre garantito il rispetto di tutte le normative ed indicazioni sanitarie. Questo è sicuramente conseguenza della lunga malattia dell’ex parroco don Gigi. Qui i fedeli sono stati molto segnati ed è bello e responsabile che mantengano sempre le attenzioni e le precauzioni. Al contempo, però, ho visto anche tanta voglia di tornare operosi. A partire dai più giovani c’è tanta voglia di ripresa e, senza dubbio, è possibile fare: ma con tutte le attenzioni del caso.


