Andrea Ferrari – Il nome “Con-fettura” a molte cose potrebbe far pensare, ma difficilmente al mondo di un adolescente. Oltretutto con la porta della sua stanza aperta.
Partiamo dall’inizio.
La parrocchia di San Rocco a Padergnone, grazie all’impegno delle catechiste Simona, Rossella, Daniela, Maria e del parroco don Duillio, ha cercato di vincere i limiti imposti dalle normative sanitarie e di continuare a costruire il rapporto con gli adolescenti delle scuole secondarie anche, e soprattutto, in tempo di crisi. L’obiettivo di non far perdere al gruppo la propria identità è stato assolutamente rispettato, ma si è approdati addirittura a qualcosa di più. Come capita sovente, infatti, cambiando le regole del gioco si scoprono nuovi percorsi fino ad allora inesplorati.
Costretti in casa, gli adolescenti hanno dovuto fare i conti con una moltitudine di problemi, ritrovandosi in situazioni dove la propria camera fungeva sia da rifugio che da finestra sul mondo. Uno spazio sì privato, ma anche condiviso digitalmente, e qui sta la novità.
Raramente infatti un educatore, come in questo caso può essere una catechista, ha il permesso di mettere piede, seppure digitalmente, nella stanza di un adolescente, ma quando succede nascono pensieri e approfondimenti unici e imperdibili.
L’idea di sfruttare oggetti e situazioni comuni nelle camere, dal letto alla porta o addirittura ai sogni, ha portato a discussioni importanti, che sono state poi tradotte in lavori sulla piattaforma Padlet. Il digitale infatti in questo caso ha permesso, tramite software studiati appositamente, agli adolescenti di condividere il proprio pensiero in molteplici modi, dai video ai commenti scritti.
D’altra parte, risulta sempre più chiaro che nessuno strumento digitale, arrivato in soccorso nei mesi scorsi di pandemia, al momento non può sostituire quella socialità. Diciamo che potrebbe essere una cornice, complementare al lavoro in presenza degli educatori con i ragazzi, ma anche al momento non può sostuire quella socialità che si crea.
I due gruppi che hanno dato vita a questo progetto sono stati il “fattura”, nome scelto scherzosamente durante una gita, e il “con.tatto”, nome scelto per il lavoro compiuto sulle relazioni. Nomi che ai non addetti ai lavori non dicono molto, se non la vicinanza incredibile di questi adolescenti fra loro e con le loro catechiste, unione fatta di linguaggi, aneddoti e scherzi appartenenti al loro universo privati. Da qui “con-fettura”, appunto, nome anche del libro che raccoglie i loro lavori.
Da Maria, che accoglie l’arcangelo Gabriele proprio nella sua stanza di adolescente, a quello che significa vivere costretti in casa da una pandemia senza dimenicare il mondo esterno, i lavori del gruppo di adolescenti sulle proprie stanze abbraccia temi di religione, di psicologia e di contemporaneità, così le educatrici hanno pensato di raccoglierlo, con ovvie attenzioni alla privacy, e di crearne un libro.
La raccolta dei lavori stampati (con un QR che permetta l’accesso al Drive con l’archivio completo) racchiude in sé la fotografia della situazione passata. Un mondo a metà fra analogico e digitale, confuso e incerto, dove la volontà di creare, di superare, di credere, ci porta ad un domani speranzoso.
L’opera è stata distribuita domenica nel sagrato della chiesa e per conoscenze, riscuotendo molto più successo di quanto previsto. La ristampa è già disponibile, previa prenotazione, chiedendo informazioni all’indirizzo mail confettura.plas@gmail.com.


