Hangry Butterflies: di Rodengo Saiano il direttore della fotografia che ci racconta il documentario

Hangry Butterflies: di Rodengo Saiano il direttore della fotografia che ci racconta il documentario

Abrami Emanuele – Un documentario coraggioso, Hangry Butterflies (il cui titolo deriva da un gioco di parole in lingua inglese), capace di raccontare di un tema complesso e tragico come quello dei disturbi alimentari patologici fra le giovani donne del nostro Paese con precisione e delicatezza. Anche per questo è stato presentato come fuori concorso ad Alice nella Città all’interno del contesto del mitico Festival del Cinema di Roma, dove sta riscuotendo un buon successo. Ad affiancare la capacissima regista Maruska Albertazzi un team quasi tutto bresciano: fra questi anche Francesco Andreoli (che soltanto un mese fa presentava il suo “Vent’Anni Combattente – Gli ultimi reduci di Ome”) nel ruolo che gli è più congegnale, quello di direttore della fotografia. 

“Abbiamo girato per tutta l’Italia documentando numerosi casi di malattie legate ai disturbi alimentari. La fase delle riprese è durata per qualche mese, mentre quella del montaggio è stata ben più lunga, intorno all’anno” ci spiega Andreoli “Quella del Festival del Cinema di Roma è veramente una grande vetrina, che un progetto tanto impegnato merita sicuramente. Soltanto lavorandoci sopra, infatti, mi sono reso conto di quanto la tematica sia delicata e di quante notizie menzognere o poco precise circolino al riguardo”.

Buona parte del documentario è stata filmata all’interno delle abitazioni stesse, entro le quali la troupe (composta da una mezza dozzina di persone e splendidamente equipaggiata anche grazie al contributo di Rai Cinema) è stata ospitata. “Le testimonianze raccolte provenivano sia da persone che avevano già affrontato e sconfitto la malattia che da persone ancora affette da gravi disturbi alimentari. La maggior parte delle intervistate aveva intorno ai 20 anni, alcune delle loro storie mi hanno segnato. I disturbi alimentari possono assumere molte e diverse forme, non parliamo solo di anoressia, si tratta di un fenomeno molto più diffuso di quanto non si pensi. È stato un vero onore per me poter partecipare e dare il mio contributo a un progetto di questa levatura” conclude il direttore della fotografia, il rodenghese Francesco Andreoli. 

Auguriamo ogni fortuna al documentario Hangry Butterflies (dove “Butterflies” significa farfalle e “Hangry” è un mix fra le parole “hungry” ossia affamato e “angry” ossia arrabbiato), certi che verrà presto trasmesso in televisione o, perché no, nelle sale cinematografiche.