Francesco Andreoli pronto al debutto di “Vent’anni Combattente”

Francesco Andreoli pronto al debutto di “Vent’anni Combattente”

Abrami Emanuele – La memoria storica è uno dei più grandi tesori che una comunità possa vantare. Porta in sè tutto quanto è necessario perché gli errori del passato non si ripetano nel futuro. Lo sa bene Francesco Andreoli, regista e specialista della direzione fotografica, conosciuto nella comunità anche per via del suo impegno nella politica locale come consigliere di opposizione, il quale presenterà fra pochi giorni (la sera dell’8 Ottobre alle ore 20.30)  il suo documentario “Vent’Anni Combattente – Gli Ultimi Reduci di Ome” proprio al cinema di Ome.

Videocamera e politica: raccontaci un po’come sei arrivato fin qui e come ti muovi fra passione, professione e impegno per la comunità

Mi sono laureato anni fa presso il DAMS in Cattolica diversi anni fa in Storia Cinematografica ma con specializzazione nella direzione fotografica. Fui uno dei primi, peraltro, a laurearmi presso quella sede con una tesi sperimentale teorico-pratica. Realizzai per l’occasione un documentario sulla strage nazista ai danni della popolazione di Rodengo Saiano occorsa nel 1945.  Di solito, in ambito professionale, mi occupo proprio di quello: direzione della fotografia all’interno degli spot di alcuni prodotti commerciali. Prima di arrivare a svolgere questa mansione, ovviamente, ho fatto gavetta come assistente di produzione, ma ho lavorato anche in radio, televisione, diversi studi televisivi e direzione di spot. Questo non mi ha mai impedito, però, di coltivare la mia grande passione e attitudine per la regia, in particolare di documentari. Oltre a quello che verrà proiettato Mercoledì nelle sale, sono impegnato anche in altri progetti del genere. Ad esempio, sto lavorando ad un contributo video di questo tipo destinato ad un importante festival internazionale del pianoforte a Brescia e Bergamo. La mia formazione, però, non si è ancora conclusa. Mi sono infatti recentemente iscritto presso la facoltà di Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Firenze. Ho sempre avuto interesse per la politica, in particolar modo per quella locale, legata all’impegno e al sacrificio individuali e al desiderio di mettersi a completa disposizione del cittadino. Una passione che ho respirato sin da piccolo, in famiglia, anche grazie a mio padre che per diversi anni è stato sindaco di Rodengo Saiano, in passato. Per questo le scorse elezioni mi candidai e divenni capogruppo di minoranza del gruppo dei moderati. Cerco sempre di mettermi al servizio di Rodengo Saiano facendo quanto necessario: lo scorso 25 Aprile ad esempio, da cittadino, mi sono preoccupato dell’organizzazione e del programma dell’evento di celebrazione (che si è svolto interamente on-line a causa del lock-down).

Ti sei laureato con un documentario di carattere storico e ti sei impegnato spesso proprio nel conservare la memoria storica della nostra comunità: una coincidenza?

No, infatti per quanto riguarda i documentari l’interesse vero e proprio è sempre ricaduto sull’ambito storico. Come dimostra il progetto che presentato l’8 Ottobre alle 20.30 presso il cinema di Ome: “Vent’Anni Combattente – Gli Ultimi Reduci di Ome”. L’idea mi è stata ispirata dal mio ora defunto nonno, il quale mi ha sempre accompagnato con i suoi racconti legati alla sua esperienza in guerra. Diversi anni fa, infatti, venni colto dall’illuminazione: mentre a me, da 20enne, era stata data l’opportunità di studiare e di godermi la giovinezza, lui era stato costretto ad imbracciare un fucile e lottare per la sua vita, per il suo ideale e per il suo Paese. Spesso non ci si pensa ma, quei ragazzi, a 20 anni, vivevano le stesse insicurezze, le stesse ansie, la stessa inesperienza che vivono i ragazzi di oggi. Una considerazione che scatenò in me una grandissima curiosità che, all’epoca, solo mio nonno poteva saziare. Per questo lo coinvolsi in una lunghissima intervista, durata svariate ore, nella quale cercai di raccogliere tutti i ricordi ma soprattutto le sensazioni e le più umane emozioni che provò all’epoca (parliamo ormai di quasi 80anni fa). Per molti anni tutto quanto raccolsi restò nel cassetto. Poi, l’anno scorso, chiacchierando con l’attuale sindaco di Ome, che è un mio caro amico, pensammo che sarebbe stato utile fissare in maniera indelebile le ultime testimonianze dei reduci di Ome che stanno, per via dello scorrere del tempo, pian piano sparendo. 

E da qui nasce, quindi, il documentario… 

Sì, realizzato per una mia personale esigenza: quella di voler raccogliere le testimonianze di queste persone in presa diretta. Spesso possiamo notare come questi racconti siano legati a filo doppio con le realtà storica, andando a concorrere nella formazione di documenti che possano apparire di, appunto, oggettivo interesse storico. “Vent’Anni Combattente” segue invece un approccio radicalmente diverso. Qui s’apprezza la storia di vita vera, vissuta. Ovviamente ci sono tutti i richiami e i riferimenti storici, utili a traghettare la narrazione, ma il focus è posto sull’uomo, sul giovane, sul 20enne che diventa, forse suo malgrado, un soldato coinvolto in una delle più devastanti guerre che abbia mai travolto il genere umano. Cosa provava? Cosa credeva? Cosa lo muoveva nella pericolosissima azione? Aveva paura, e di cosa? A queste domande hanno risposto con grandissima generosità gli intervistati: Francesco Medici (classe 1926), Paolo Plebani (classe 1921) e Luigi Maranta (classe 1922), tutti reduci e provenienti da 3 diversi fronti, ma tutti e tre di Ome. 

Il documentario sarà del tutto incentrato su materiale originale? 

Assolutamente. Per scelta, non abbiamo voluto attingere agli archivi Luce o alle altre classiche fonti di repertorio. Abbiamo del tutto voluto evitare di utilizzare materiale già visto e rivisto per non distogliere l’attenzione dal materiale inedito e dall’esperienza diretta e personale dei reduci. Vuole essere un documentario di interesse e, se vogliamo, taglio, più cinematografico che televisivo. 

Sarà possibile visionare il documentario anche dopo l’8 Ottobre? Magari on-line?

Per ora è stata programmata soltanto quella visione. Se ci sarà grande richiesta, non escludo che si possano organizzare, con grandissimo piacere, anche altre serate. Perché no, penso che potrebbe essere proposto anche nelle scuole, ad esempio in occasione del 25 Aprile.  Per quanto riguarda la visione on-line, per ora la escluderei. Questo perché mi piacerebbe intraprendere e tentare la via dei festival, e presentarlo lì, con la speranza che sia ben accolto dalla critica. 

Quali i tuoi progetti per il futuro? Nuovi documentari in vista? 

Mi piacerebbe moltissimo poter portare a termine l’intervista con mio nonno. Ciò da cui tutto questo è stato generato. Quella sarebbe la mia prima esigenza. Ho anche altre idee per un altro documentario storico sempre sulla Seconda Guerra Mondiale ma è ancora decisamente troppo presto per parlarne. 

 

 

Per chiunque fosse interessato a contattare Francesco Andreoli al fine di avere ulteriori informazioni sul documentario o su di altri progetti, vi invitiamo a scrivergli qui : francesco@francescoandreoli.it