Sfregiata la Targa dei Partigiani a Brione: Caccia ai Responsabili

Sfregiata la Targa dei Partigiani a Brione: Caccia ai Responsabili

Abrami Emanuele – la Storia non si può né cancellare né tanto meno riscrivere. Dev’essere stata una ragazzata, dunque, quella vile imbrattatura al monumento dedicato ai partigiani Mario Bernardelli e Giuseppe Zatti. Un gesto da condannare dovuto probabilmente all’ignoranza di chi non sapeva che i partigiani a cui quel monumeno è dedicato (monumento che ricordiamo essere locato presso il sentiero che dalla nostra Gussago conduce alla vicina Brione): i due giovani partigiani si resero infatti protagonisti di una lotta intrepida e per questo loro sacrificio furono ripagari col martirio. Uccisi da un plotone fascista nell’Ottobre dell’anno 1944 proprio nel punto dove ora si ricordano.

Non erano uomini vissuti o anziani, ma due giovani di 19 e 20 anni, che la notte prima della loro sommaria esecuzione avevano trovato rifugio presso un convento poco distante. All’alba, però, scattava la rappresaglia delle camice nere che, dopo inseguimenti e battaglie, riuscirono infine a catturare i due. Nessun processo, nessuna prigionia: un’esecuzione brutale e approssimativa proprio nel luogo dove ora sorge quel monumento a loro dedicato che, qualcuno, ha pensato bene di rovinare con una bomboletta spray. Le forza dell’ordine stanno cercando di risalire al responsabile anche per capire se si tratta di un atto di vandalismo o se piuttosto la matrice del gesto è puramente ideologica.

Nel primo caso, forse, chi ha commesso quest’atto ignobile, magari perché animato da un giovanile spirito di ribellione, poco sapeva della storia di Bernardelli e Zatti: anche loro giovani, anche loro ribelli, ma impegnati in una lotta ben nobile e disposti, per questo, a prendersi la responsabilità delle loro azioni, ad agire a volto scoperto e a pagare, se necessario, con la vita la loro e la nostra libertà.