
Com’è andata sinora questa quarantena?
La quarantena è stata per me, come credo per tutti, un’esperienza sconvolgente: non mi ha turbato tanto la necessità della clausura, quanto la consapevolezza di trovarmi all’interno di una storia letta solo sui libri, o vista nelle scene di un film. Per alcuni giorni, e talvolta ancora adesso, ho provato un senso straniamento, una difficoltà a credere che quanto stava avvenendo fosse reale.
Ha vissuto o sta vivendo la quarantena da sola o in compagnia di qualcuno?
Ho tuttavia avuto la fortuna di avere accanto a me le persone che mi sono più care, non ho quindi sperimentato la nostalgia degli affetti e dei rapporti umani. Ho piuttosto sentito la mancanza dei miei momenti di solitudine che, per quanto rari nella vita normale, sono per me essenziali. La fatica, quindi, è stata proprio quella di adattarmi a non essere mai sola, evitando di cedere troppo al nervosismo. Non so se ci sono riuscita sempre … probabilmente mia figlia direbbe di no!
Cosa le è pesato un po’di più di questo periodo?
In questi giorni ho vissuto una sovraesposizione tecnologica: fra G-suite, meet, zoom, skype, i computer di casa invocano pietà! Ci sono tuttora mattine in cui io, mia figlia e mio marito siamo ciascuno in videoconferenza, ognuno tappato in una stanza: è surreale! È una vera e propria indigestione e mai come in questo periodo la tv è spenta: a fine giornata un video acceso rischia di causarmi una crisi di nervi!
Ha avuto tempo libero e quindi modo di dedicarsi a nuove attività durante questo periodo di quarantena?
A dispetto di ciò che avviene per molti, non ho moltissimo tempo libero: lo smart working assorbe molte ore ed energie! Continuo a dedicarmi a quelle che sono le mie passioni: la lettura e la scrittura. Negli ultimi tempi sto riscoprendo il piacere di ascoltare musica, non come sottofondo, ma dedicandomi interamente ad esso. Indubbiamente un dono inaspettato di questa esperienza è il riappropriarmi del tempo e di ritmi di vita meno frenetici.
Secondo lei, questa quarantena l’ha cambiata? Se sì, come?
Non so se uscirò cambiata da questa esperienza, certo è che rimarrà a lungo dentro di me il senso di precarietà del mio mondo che credevo inattaccabile.


