Abrami Emanuele- Come sarà la situazione “edilizia” (sia nel pubblico che nel privato) nel breve-medio termine sul nostro territorio? È previsto un periodo di crisi nel settore edilizia dopo questo stop forzato o si pensa che si potrà tornare grossomodo alla normalità in breve tempo?
Per quanto riguarda la pubblica amministrazione gli effetti di questa emergenza ci stanno conducendo ad una doverosa rianalisi delle priorità e delle tempistiche di attuazione e realizzazione di alcune opere pubbliche. Per quanto riguarda il settore privato è difficile prevedere quello che sarà il panorama futuro, anche perché assistiamo ad una continua evoluzione delle prescrizioni di riferimento, che seguono una situazione che anche a livello sanitario è in continua evoluzione e modifica.
Il COVID-19 ha fermato delle opere in costruzione?
Per effetto dei vari decreti che si sono susseguiti dall’inizio dell’emergenza tutti i cantieri hanno subito un periodo di stop, che dovrebbe terminare il 04 Maggio, fatto salvo il rispetto delle diverse prescrizioni previste.
C’è già stato bisogno di mettere in sicurezza degli edifici? Più in generale, se sono previsti cambi di destinazione d’uso (se alcuni spazi comunali sono stati “trasformati” per far fronte all’emergenza, sia riorganizzati per prevenire il contagio, sia “ristrutturati” per cambiarne le finalità d’uso)
Ahimè in questo periodo di emergenza abbiamo dovuto ricorrere ad un cambio d’uso temporaneo della Chiesa di San Lorenzo, che in periodi “normali” veniva impiegata per attività culturali e mostre, ma che con l’emergenza è stata riconvertita a luogo per ospitare le salme dei defunti in attesa di sepoltura o cremazione. Questa emergenza richiederà un ripensamento degli spazi pubblici in generale. Si stanno già effettuando interventi di adeguamento specifici (tipo divisori in plexiglass) che consentiranno di adeguare i front office degli edifici pubblici (municipio, biblioteca…), alle nuove esigenze di ricevimento del pubblico, in aggiunta è stato effettuato un intervento di sanificazione delle strade comunali e degli edifici pubblici. Altro tema fondamentale è quello dell’edilizia scolastica, dove sia la flessibilità di uso e la permeabilità all’aperto degli spazi sono aspetti che andranno affrontati, anche se ora è prematuro prevedere quali saranno gli interventi che si profileranno in quanto manca ancora il quadro normativo di riferimento per la ripartenza dell’attività scolastica. A livello di dibattito culturale architettonico nel panorama nazione è diffusa l’idea che gli edifici, soprattutto pubblici ma non solo, dovranno essere sempre più permeabili e in grado di dialogare con l’esterno. Gli spazi aperti, quali giardini, piazze e dehor diverranno quindi sempre più importanti per il recupero graduale e in “sicurezza” della socialità.
Arriveranno dei fondi dalla regione o da altri enti competenti, che si sappia? E si sa già qualcosa su chi potrà beneficiarne? Ci saranno bonus per aziende/realtà abitative private?
Dalla Regione sono previsti dei fondi ripartiti sui vari comuni finalizzati alle opere pubbliche, che per il comune di Gussago vedono uno stanziamento di 500.000 euro oltre che 50.000 per la sanificazioni degli edifici pubblici. A livello comunale ci siamo attivati nei confronti del privato per la sospensione delle tariffe comunali e, per il tema edilizio in particolare, stiamo lavorando su sospensioni dei pagamenti inerenti l’occupazione del suolo pubblico inerenti i ponteggi per i cantieri, riguardanti il periodo di fermo delle attività.


