Abrami Emanuele-Si dice spesso che sono i momenti di crisi ad estrarre la linfa delle persone. Nel pericolo e nell’emergenza, si vede davvero di che pasta sono fatte tanto le persone quanto le comunità. Se è vero il detto, allora si può esser fieri d’essere franciacortini: fra le tante realtà che si stanno comportando splendidamente in tutto il territorio, spicca anche quella di Rodengo Saiano.
Ce lo racconta Alberto Buizza, impegnatissimo nel tessuto economico della nostra zona (titolare di un negozio di elettronica, un ottico e una scuola di musica, nonché presidente dell’Associazione Artigiani e Commercianti Vivi il Tuo Paese. Gli artigiani e i commercianti di Rodengo Saiano avevano già anticipato le misure amministrative recentmente occorse: da dieci giorni molte delle attività avevano preventivamente chiuso al fine di tutelare la salute pubblica. Chi non aveva ancora potuto intraprendere questa via, aveva comunque optato per una significativa riduzione degli orari.
Questo, fino al decreto ministeriale che oggi tutti noi ben conosciamo. Da lì, gli esercenti si sono attivati, coadivando una campagna di aiuti sotto la dirigenza della Protezione Civile. Così, fra le loro varie pagine Facebook (fra le quali Vivi il Tuo Paese) spunta anche l’innovativa “Corona Vita”. Tramite questa piattaforma si cerca di raccogliere volontari al fine di sostenere i commercianti e la Protezione Civile nell’opera di distribuzione gratuita di spese e generi di prima necessità ad anziani e immunodepressi. I costi del servizio a domicilio sono azzerati durante questa emergenza, e tutti i volontari agiscono sotto monitoraggio e direttive igenico-sanitarie e comportamentali dei medici e operatori della Protezione Civile.
Potrebbe sembrare già tanto: non è tutto. Mara Pollonini, sarta locale più che nota alle cronache per via dei numeorsi premi ricevuti nei più disparati concorsi nazionali, dirige una task force di volontarie impegnate nella produzione di un’innovativa mascherina che offra una prima protezione di base alle vie respiratorie di chi la indossa. Realizzate con stoffa e carta forno, sono in produzione continua da qualche giorno, e vengono consegnate all’Associazione e alla Protezione Civile non-stop. I costi di manutenzione di queste mascherine sono estremamente più bassi di quelle con filtro (seppur queste restino da disposizioni più efficaci soprattutto per chi è già malato), ormai quasi introvabili: si possono tenere indosso tutta la giornata e, giunti alla sera, è sufficiente lavarle a cento gradi e sostituire il filtro artigianale di carta forno. I costi di produzione e fabbricazione di queste mascherine (materiali e manodopera inclusi) sono sostenuti e coperti interamente dalla categoria più colpita, a livello economico, da questa emerganza: i commercianti stessi. Non solo la stanno distribuendo gratuitamente agli operatori sanitari e non della nostra comunità: anche i cassieri e impiegati dei supermercati locali (la concorrenza) beneficiano di queste donazioni. Un’invenzione tutta nostrana, questa delle mascherine di sartoria, che prende ispirazione da quelle realizzate per i militari in tempi di guerra.
Altro non è, questa, che una guerra, che la nostra comunità, unita a tutte le altre del territorio, combatte aspramente contro un nemico comune, il COVID-19. E, come in ogni guerra che si rispetti, non si bada a spese e non si guarda in faccia nessuno: il rivale diventa fratello, il concorrente diventa un soggetto da aiutare se in difficoltà, il guadagno economico viene dimenticato a favore di un servizio generoso e disinteressato per chi è più debole. Un grazie speciale allora anche a questo spaccato eroico della nostra comunità che si sta facendo in quattro, e senza pensarci due volte, per tutti noi, nessuno escluso.


