Il bilancio delle feste parla chiaro: Franciacorta protagonista del brindisi

Il bilancio delle feste parla chiaro: Franciacorta protagonista del brindisi

Giovanni Malfenti – Le festività di fine 2025 hanno lasciato un segnale netto nei calici degli italiani: le bollicine di casa nostra, e in particolare il Franciacorta, hanno dominato la stagione dei brindisi. Meno spazio allo champagne e più fiducia nei grandi metodi classici italiani, in un Natale che ha confermato una tendenza ormai strutturale. Durante il periodo delle Feste sono state stappate oltre 106 milioni di bottiglie di spumante in Italia, con una crescita del 4 per cento rispetto all’anno precedente. Di queste, il 96 per cento era prodotto nazionale, un dato che racconta molto più di una semplice preferenza di gusto.

In un 2025 complesso per l’agroalimentare, il comparto degli spumanti ha invece mostrato una tenuta solida. La produzione complessiva ha superato di nuovo la soglia del miliardo di bottiglie, arrivando a 1,03 miliardi, con oltre 360 milioni destinate al periodo tra Natale e Capodanno. Un risultato che pesa ancora di più se si guarda alla traiettoria degli ultimi quindici anni, durante i quali il settore ha quasi triplicato i volumi, costruendo una presenza sempre più stabile sugli scaffali e sulle tavole.

Il vero motore di questa performance è stato il mercato interno. Pur restando un comparto fortemente orientato all’export, con circa il 70 per cento delle bottiglie che prende la via dell’estero, nel 2025 i mercati internazionali hanno rallentato e il saldo complessivo si è chiuso vicino a quello del 2024. A fare la differenza è stata invece la domanda italiana, che nelle settimane delle Feste ha premiato le denominazioni più riconosciute e affidabili.

In questo quadro, il Franciacorta ha giocato un ruolo centrale. All’interno del segmento dei metodi classici, rifermentati in bottiglia, è proprio questa denominazione a guidare insieme al Trentodoc un’area che continua a crescere, affiancata da realtà come Alta Langa e Oltrepò Pavese. È il segmento che intercetta la richiesta di qualità e identità, e che nelle scelte di fine anno ha trovato una risposta concreta.

Il cambio di rotta è visibile anche guardando ai flussi dall’estero. Le importazioni di bollicine straniere sono previste in calo dell’8 per cento e lo champagne ha registrato una battuta d’arresto evidente: nei primi nove mesi del 2025 il valore delle esportazioni francesi verso l’Italia è sceso del 12 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo i dati doganali francesi. Un indicatore che riflette una preferenza sempre più marcata per le produzioni italiane.

Il successo delle bollicine tricolori si conferma anche fuori dai confini nazionali. Negli Stati Uniti, primo mercato mondiale per consumo di vino, gli spumanti italiani sono oggi la tipologia più bevuta tra quelle made in Italy, con una quota del 37 per cento, davanti ai bianchi e ai rossi.

Archiviato il periodo delle feste, il bilancio è dunque chiaro: il Natale 2025 ha consolidato il ruolo delle bollicine italiane come scelta principale dei brindisi, e dentro questo scenario il Franciacorta emerge come uno dei simboli più forti di un modo di festeggiare che guarda alla qualità e all’identità.