Angelo Moscarda – C’è un filo che unisce Passirano a Brescia, ed è il cammino di Andrea Simonelli, 29 anni, che sabato 14 giugno sarà ordinato sacerdote. Una tappa importante che corona un percorso cominciato in paese, proseguito tra i banchi dell’Antonietti di Iseo e maturato durante gli anni universitari a Trento. Ma è soprattutto il legame con la propria terra e le persone che lo hanno accompagnato fin da piccolo ad aver lasciato un segno profondo nella sua scelta. Una vocazione nata senza clamori, ma alimentata giorno dopo giorno da una fede cresciuta nella semplicità della vita quotidiana. Andrea racconta che già da bambino, grazie alla sua famiglia e agli incontri avuti in oratorio, ha avvertito il senso di qualcosa di alto, serio e affascinante nella fede. Dopo il diploma scientifico, si trasferisce a Trento per l’università e proprio lì, grazie a guide sapienti e a momenti di silenzio, riflessione e preghiera, ricomincia a porsi le domande fondamentali. La decisione di entrare in Seminario arriva nel 2018, dopo la laurea triennale in Lettere, mentre torna ad aiutare come catechista nella parrocchia di Passirano, accanto a un gruppo di ragazzi delle medie.
Il Seminario di oggi, però, è molto diverso da come spesso lo si immagina. A raccontarlo sono proprio Andrea e i suoi compagni di percorso, 22 in tutto, che vivono nella sede di via delle Razziche, già casa delle suore laiche di San Paolo. Qui ogni giornata è scandita da momenti di preghiera (alle 6.50 e alle 18.30), studio e condivisione. Ma anche da lavori pratici: dalla cura dell’orto alla produzione di marmellate, limoncello, candele e, addirittura, olio ottenuto dalle olive raccolte dagli stessi seminaristi nella loro sede e al Civile. Un’esperienza che ricorda i gesti dei monaci, dove nulla si spreca e ogni azione ha un significato. L’olio, dopo essere stato benedetto, è stato distribuito alle parrocchie per l’unzione degli infermi: un piccolo segno, ma dal forte valore simbolico.
Non mancano i momenti più leggeri. Il pranzo è preparato da una cuoca, mentre la cena è affidata, a rotazione, ai seminaristi stessi. Si scherza anche sul livello culinario, che varia molto in base a chi cucina. Il clima è sereno, simile a quello di una famiglia: si convive, si discute, ci si confronta, ma poi si ritrova l’unità. C’è spazio anche per il calcio, per tifare insieme o scendere in campo, perché come ricorda Papa Francesco servono seminaristi normali, che abbiano le loro difficoltà, ma anche passioni e sorrisi. Il rettore, don Sergio Passeri, guida il gruppo con disponibilità, rigore e affetto, quasi come un padre. Persino l’ingresso della struttura, con le sue orchidee rigogliose curate da lui, trasmette accoglienza e attenzione.
Il prossimo 14 giugno, dunque, la cattedrale di Brescia accoglierà Andrea Simonelli e altri due giovani – Nicola Penocchio di Cailina e Mattia Garneri di Zanano – per la loro ordinazione. Dopo un anno senza nuove vocazioni, la diocesi si prepara a riaccendere quella fiammella. Passirano lo guarda con affetto, sapendo che quel messaggio è nato tra le sue strade, nei cortili dell’oratorio, nelle domande di un ragazzo che ha saputo ascoltare.


