Una promessa mantenuta: sull’esposizione delle opere dell’artista Gianluigi Braga a Gussago

Una promessa mantenuta: sull’esposizione delle opere dell’artista Gianluigi Braga a Gussago

Iosemilly De Peri Piovani – In questi giorni si è conclusa con un ottimo successo di pubblico “TERRAE – Paesaggi d’autore“, un’esposizione di opere postume di Gianluigi Braga illustre concittadino che nei suoi lavori è riuscito a catturare nell’arco degli anni gli aspetti più significativi della natura e gli angoli di Gussago che più hanno catturato l’anima artista.

Entrando nella chiesa di S. Lorenzo si è subito catturati dalla bellezza dei quadri, dai colori che sanno ben rappresentare la natura e i paesaggi. Una mostra ben strutturata anche grazie alla preziosa collaborazione del Maestro Romano Mazzola esperto d’arte, ma, soprattutto, grande amico del pittore. Nella mostra si è potuta ripercorrere la crescita interiore dell’artista, gli stili e le tecniche si avvicendano raggiungendo l’apice della perfezione. Dietro ogni pennellata si poteva riscontrare il sentimento che l’artista amava rappresentare. Era possibile intravedere la capacità di catturare l’essenza dei paesaggi gussaghesi.

Il ‘puntino rosso‘ che ricorre in molte opere del Braga è un suo vezzo poetico, un modo per catturare l’attenzione e far percepire la profondità del paesaggio: un dare una sicurezza a chi resta ad ammirare il dipinto, quasi dicesse: “Guardami perditi nei miei paesaggi, non temere il mio punto rosso ti riporterà al tuo posto arricchito di bellezza”.

Il figlio Claudio è rimasto colpito dal numero di persone che nei giorni di apertura della mostra si sono avvicendate per visitarla. Ha riscontrato in essi un ‘amore’ nei confronti dell’arte e dell’artista, si è ritrovato ad emozionarsi con loro: una connessione ‘anima/arte’ davvero straordinaria. È stato entusiasmante poter mantenere la promessa fatta al padre poco prima che morisse: organizzare una mostra nella sua bella Gussago. Claudio con un’emozione profonda afferma che è certo che dal paradiso suo padre assista a tutto ciò e, pur conoscendo il suo carattere schivo e introverso, ne è orgoglioso. “I ringraziamenti che faccio” spiega “sono i miei, ma anche quelli di mio padre. Vanno al comune di Gussago, all’assessore alla Cultura Valetti, all’amico Romano Mazzola e alle molte persone che sono venute alla mostra antologica lasciandosi emozionare dalla bellezza e dalla poesia dei quadri”.