Matilde Spina – L’archeologia, con il suo silenzioso procedere, riesce spesso a sorprenderci, portando alla luce storie dimenticate che riscrivono la nostra comprensione del passato. È esattamente ciò che è accaduto a Passirano, dove recenti scavi hanno rivelato ben più di quanto la comunità locale potesse immaginare. Nel cuore della tranquilla frazione di Monterotondo, l’antica chiesa di San Vigilio è stata il fulcro di una serie di scoperte che hanno tracciato un ponte attraverso diverse epoche, dal paganesimo alla cristianizzazione. Questi ritrovamenti archeologici non solo approfondiscono la nostra conoscenza storica, ma uniscono anche le comunità attuali con quelle dei secoli passati, rivelando una continuità di vita e fede che supera il tempo stesso.
In una serata di scoperte e condivisione, Passirano ha rivelato i risultati sorprendenti della sua terza campagna di indagini archeologiche, concentrata intorno all’antica chiesa di San Vigilio, situata nella frazione di Monterotondo. Quest’area, già nota ai passanti per la sua tranquilla bellezza rurale, nasconde racconti di transizioni epocali dal paganesimo alla cristianizzazione, testimoniati da reperti che abbracciano periodi che vanno dall’età romana a quella longobarda.
L’ultima serie di scavi ha portato alla luce una serie di sepolture significative, oltre a un eccezionale sarcofago romano che potrebbe appartenere a una figura di spicco dell’epoca, forse il fondatore della struttura originaria. Questi ritrovamenti sottolineano la stratificazione storica del sito e confermano l’intuizione degli archeologi riguardo la profondità storica del luogo, che va ben oltre l’età altomedievale tradizionalmente attribuita alla chiesa. Gli scavi hanno rivelato il perimetro di una chiesa dell’VIII secolo, con una sacrestia adiacente e vari edifici, tra cui una torre campanaria. Il sito comprende anche un’ampia area utilizzata come cimitero, con evidenze di strutture fortificate. Le indagini su queste sepolture hanno portato alla luce una storia molto più antica, come sospettato dopo i primi ritrovamenti.
Durante la presentazione dei risultati, tenutasi qualche settimana fa, l’archeologa Ivana Venturini ha condiviso dettagli sulle scoperte più recenti, evidenziando la continuità e l’entusiasmo nel perseguire ulteriori esplorazioni. Angelo Valsecchi, presidente dell’associazione storico-archeologica locale, ha ringraziato i comuni di Passirano e Provaglio, la Soprintendenza alle Belle Arti, Archeologia e Paesaggio e tutti i volontari coinvolti per il loro incessante impegno.
Il progetto non si ferma qui: sono previste ulteriori ricerche, lavori di restauro conservativo e la creazione di un parco archeologico per valorizzare e preservare la ricchezza storica del sito, trasformandolo in un punto di riferimento culturale che possa unire la comunità e attrarre visitatori interessati alla storia profonda di questa regione.


