Elena Muti – Fino al 30 giugno l’Abbazia Benedettina di Rodengo Saiano propone la mostra “Ardà zò”, curata dall’artista Susanna Zambetti, un nome che sta emergendo nel panorama artistico contemporaneo grazie al suo approccio unico e personale all’arte. Nel suo sito, Zambetti descrive il suo metodo artistico in termini molto personali: “Di-segno in segno, di-colore in colore“, un processo spontaneo che paragona al tenere un diario, senza il bisogno di rispettare canoni prestabiliti come la simmetria o il realismo del colore.
L’artista spiega di disegnare e dipingere per sé stessa, liberandosi così dagli obblighi. Questo processo le permette di esprimere le sue emozioni e memorie, preservandole come fossero annotazioni su carta per evitare che sbiadiscano col tempo, proprio come le memorie. I suoi lavori diventano custodi silenziosi della sua storia personale.
A differenza dell’arte contemporanea, che tende sempre più a distaccarsi dalla pittura e dal disegno classici, orientandosi verso installazioni e performance che richiedono spiegazioni dettagliate, quasi come fossero mobili da montare, l’opera di Zambetti invita il pubblico a riconnettersi con l’essenza emotiva e visiva dell’arte, incoraggiando ciascun visitatore a interpretare liberamente le sue opere, senza guide o istruzioni.
La mostra “Ardà zò” rappresenta quindi non solo un’occasione di vedere l’arte, ma anche di esperire un viaggio attraverso le sensazioni e le riflessioni personali, un invito a esplorare le profondità della creatività umana. Assicuratevi di non perdere questa esplorazione unica dell’arte come espressione pura e diretta dell’animo.


