Matilde Spina – Il 25 novembre, Gussago si è vestita di rosso in segno di solidarietà e protesta contro la violenza sulle donne. Il sindaco Giovanni Coccoli ha lanciato un appello alla comunità affinché ogni cittadino esponesse un nastro rosso sui cancelli o sulle porte di casa, trasformando un gesto simbolico in una dichiarazione di intenti contro un fenomeno che continua a dilagare, come dimostra il recente femminicidio di Giulia Cecchettin che ha scosso l’intero Paese.
L’iniziativa, già pianificata da tempo, ha assunto una risonanza particolare, diventando un modo tangibile per esprimere rabbia e solidarietà. La giornata internazionale contro la violenza sulle donne, sebbene sia un simbolo, è stata riconosciuta come un’occasione per richiamare l’attenzione su una piaga sociale che non conosce soste e richiede un impegno costante.
Il sindaco ha spinto ulteriormente la partecipazione della comunità, chiedendo di condividere selfie e video sui social davanti al proprio “nastro rosso”, creando un movimento di sensibilizzazione che ha superato le aspettative, trasmettendo un messaggio chiaro e forte contro la violenza sulle donne.
La giornata del 25 novembre è stata densa di appuntamenti significativi a Gussago. Al mattino, una “pedalata di impegno civile” ha fatto tappa presso la panchina rossa di Piazza Vittorio Veneto. Questo evento, partito dal Palazzo del Broletto a Brescia, è stata un momento di impegno e consapevolezza, coinvolgendo la comunità nella promozione di un cambio culturale.
La serata è stata caratterizzata dallo spettacolo “Caina attende ancor” nella sala civica Togni, interpretato dall’artista Silvia Luscia e accompagnato dalle suggestioni musicali del trombettista Giuseppe Faletti. Un appuntamento che ha cercato di far riflettere sulla complessità della violenza di genere, offrendo uno spazio per il dialogo e la consapevolezza.
In un contesto in cui la cronaca quotidiana è segnata da tragici eventi legati alla violenza sulle donne, Gussago ha dimostrato di essere una comunità che non intende restare in silenzio. Questa giornata è stata un’occasione per unire le forze, promuovere la riflessione e avanzare richieste concrete per un cambiamento sociale duraturo.


