Angelo Moscarda – Tutti i franciacortini sono legati alla Santissima di Gussago: uno dei luoghi più rappresentativi di tutto il territorio. Un edificio posso sul colle Barbisone che ruba il cuore e riempie di emozione qualunque visitatore. Questo effetto magico e sorprendente, però, il gioiello franciacortino lo conserva da secoli e secoli poiché sono state individuate tracce di insediamenti altomedievali.
La rimozione del pavimento della chiesa, infatti, ha portato alla luce tre tombe risalenti al periodo precedente l’anno mille. I tre reperti, ben conservati, confermano l’importanza che il luogo rivestiva già a quell’epoca e, assieme ad altre indicazioni, potrebbe addirittura far pensare ad un insediamento precedente.
Nel corso dell’ultimo anno la struttura è stata interessata da diversi interventi. I primi interventi si sono concentrati sulla chiesa ed hanno riguardato il tetto, il porticato, l’adeguamento di alcuni locali interni che saranno utilizzati per l’organizzazione di eventi ed appuntamenti culturali. La seconda fase, invece, ha interessato l’appartamento del custode ed alcuni impianti. Le operazioni sono state rese possibili dai proventi dell’Art Bonus e da un grosso investimento di Regione Lombardia. Per ora sono stati sistemati solo il luogo di culto e l’appartamento del custode, ma nei prossimi anni l’Amministrazione vorrebbe procedere al recupero dell’intero ex monastero riadattato a inizio ottocento dall’architetto Vantini.
I lavori per il ripristino dell’antico edificio avevano inoltre portato all’abbattimenti di un muro costruito ad inizio novecento che, sorprendentemente, nascondeva i magnifici affreschi del pittore bresciano Paolo da Caylina il Giovane (1485-1545). La protezione muraria era stata eretta nel momento in cui la chiesetta fu destinata ad uso agricolo per proteggere il bene artistico. Da quel momento la traccia dell’opera celata è rimasta presente solo in qualche antico volume e obliata dalla mente di tutti.


