Maria Luisa Lazzari – Nel panorama delle chiese franciacortine si distingue per molti versi quella di Padergnone, frazione di Rodengo Saiano, dedicata a Cristo Risorto.
Iniziata nel 2005, consacrata il 23 settembre del 2007, è una chiesa del terzo millennio e forse la più recente nel Bresciano. Il progetto è dell’architetto bresciano Fabrizio Viola che ha realizzato un’opera di grande impatto visivo, dotata di un’ottima acustica e che, seguendo le indicazioni teologiche di Mons. Ivo Panteghini, presenta molti simboli all’interno e all’esterno che riportano al credo fondamentale del cristianesimo, la Risurrezione.
Quando si dice chiesa, vengono in mente cupole e rosoni, absidi e cripte, piante a croce greca o latina. Dimentichiamo tutto ciò. Ci troviamo di fronte ad una chiesa diversa, particolare e suggestiva, unica sotto molti aspetti. Essa è circolare, come quelle tradizionalmente dedicate alla Resurrezione, ma ha anche un andamento a spirale e in facciata è caratterizzata da un movimento fortemente ascensionale che evoca il cero pasquale, simbolo di Cristo che trionfa sulla morte.
La costruzione si presenta massiccia e compatta, con alte murate in conci di medolo sapientemente accostati, in colori tenui tra il grigio e il giallo dorato e il bianco polvere, con superfici solo sbozzate che creano un effetto fortemente pittorico, accentuato da due file di mattoni rossi. L’ingresso principale è segnato da un solenne portone in bronzo, splendida opera del noto scultore bresciano Federico Severino che con tratti scarni ed essenziali pone ai quattro angoli i simboli dei quattro evangelisti e al centro due serpi che insidiano un nido di colombe, simbolo della eterna lotta tra il bene e il male.
Girate lentamente tutto intorno alla chiesa. Sul lato destro troverete un’altra apertura: è l’angusta porta della penitenza, chiusa da una pesante lastra di ferro squarciata dalla fiamma ossidrica per dare l’idea delle ferite e delle croci della vita. Raggiunta la parte posteriore, vedrete che la chiesa prende l’aspetto suggestivo di un castello con la torre o di un bastione di mura invalicabili.
Sorprendente il campanile che, avendo la pianta a “spicchio di cerchio”, da un lato si presenta come una torre campanaria e dall’altro come il torrione di una fortezza. Sfido a trovarne uno simile! Ritornati sul sagrato d’ingresso, superato il portale-scultura e una altrettanto imponente porta di cristallo che sembra ghiaccio trasparente, vi trovate nella grandiosa aula dentro un vasto spazio circolare e ascensionale. Tramite la fascia centrale di marmo bianco che spicca sul rosso pavimento in cotto, l’attenzione è immediatamente attratta dal presbiterio dove vi sono un altare e un ambone in travertino bianco e giallo disegnati dell’arch. Viola e una monumentale croce astile opera di Severino, come l’acquasantiera all’ingresso che schiaccia il telamone-demone del male.
I materiali finora comparsi si possono considerare materiali poveri. Nel tabernacolo si concentra invece la preziosità dell’argento massiccio con placchette d’oro, castoni di pietre dure e all’ interno tessere musive in oro e lapislazzuli, a indicare la sacralità dell’ostia in esso riposta. Ora potete compiere un giro lungo le pareti della chiesa seguendo le tavole in cotto della Via Crucis opera di Giuseppe Rivadossi grande scultore anch’esso bresciano, autore anche dei lunghi banchi arcuati e delle eleganti sedute nel presbiterio. Sedetevi ed alzate lo sguardo alla stupefacente copertura, opera di grande ingegneria: un enorme fascio di travi poggiano con andamento sinuoso sulle pareti esterne e si uniscono al centro, lasciando due ampie finestre triangolari. La luce entra dall’alto, ma anche dall’ampia vetrata dietro il presbiterio e da quella del battistero ed è filtrata da vetri a mosaico gialli e azzurri. L’ effetto è bellissimo.
Inutilmente contestata da chi ha visto segni massonici e luciferini dove ci sono citazioni bibliche ed evangeliche, la chiesa di Cristo Risorto di Padergnone è stata definita la più bella chiesa moderna che si possa trovare in Lombardia. Sulla traccia di questa non facile descrizione andate a visitare la chiesa. Se vi capiterà di entrarci col sole, vi sembrerà di essere giunti nella luminosità del paradiso dantesco. Ugualmente, in una giornata grigia, vi darà la pace dell’anima, perché vi accoglierà con un abbraccio potente e protettivo.


