Angelo Moscarda – Sarà presto visibile dal centro sportivo Corcione di Gussago la nuovissima antenna, alta 36 metri per trasmettere con sistema wireless. Il progetto è stato approvato dall’Arpa dopo che era già stato bocciato due volte perchè le precedenti installazioni avrebbero superato i limiti consentiti dalla legge. Questo progetto, invece, permetterebbe un impianto entro quanto stabilito ma, naturalmente, aumenterà l’esposizione elettromagnetica del territorio e delle persone.
Proprio per questo è stata accesa la discussione in Consiglio Comunale con il gruppo Pd, in particolare Rossella Olivari, che ha posto i propri dubbi sull’impianto. L’antenna sorgerà su un’area comunale di 60 metri quadrati che frutterà al municipio 79mila euro in 9 anni. Avevamo già espresso perplessità rispetto all’installazione della stazione radio base, poiché esporrebbe le persone che frequentano l’impianto sportivo all’inquinamento elettromagnetico. – spiegano dal Pd – A conferma della criticità del nuovo impianto Arpa per due volte ha espresso parere negativo. Il Comune si affida a un Piano antenne ormai datato, varato nel 2007, quando ancora non erano stati introdotti il 4G ed il 5G.
Il parere positivo di Arpa presenta dati preoccupanti – spiega Olivari – Sono stati individuati 30 punti critici, 27 dei quali corrispondenti ad abitazioni, uno al bar Gusport e 2 agli spogliatoi. In due punti i livelli di esposizione coincidono esattamente con il limite massimo consentito per legge, pari a 6, mentre in altri registrano valori pari o superiori a 5. In sintesi, 16 punti su 30 presentano un’esposizione all’inquinamento elettromagnetico medio-alta.
Naturalmente anche l’amministrazione ha ponderato la situazione prima di approvare il progetto ed ha rassicurato tutti i cittadini che frequentano il campo sportivo sulla bontà dell’iniziativa. Sono state apportate modifiche sostanziali al progetto iniziale, altrimenti Arpa non avrebbe autorizzato l’impianto – racconta il primo cittadino Giovanni Coccoli – Ora l’antenna risponde ai limiti di legge. In particolare, il ripetitore radio sarà alto 36 metri anziché 30, e considerato il maggiore impatto della struttura, abbiamo ottenuto, come misura di compensazione ambientale, venti piante da mettere a dimora in varie parti del paese. Avevamo chiesto alla società di installare un’antenna a Civine, dove manca praticamente la connessione veloce, ma le compagnie guardano i numeri, ed è loro interesse andare a coprire le zone più popolate.
In più l’impianto è importato per lavorare a bassa frequenza per evitare danni alla popolazione e proprio l’Arpa ha garantito controlli sia prima che dopo l’installazione. Se non altro una maggior velocità di trasmissione potrebbe anche far felice buona parte dei cittadini, essendo richiesta costante del mondo contemporaneo.


