Matilde Spina – La lotta al cambiamento climatico è una continua sfida per i coltivatori die prodotti di qualità come le uve e i vini Franciacorta. L’aumento progressivo delle temperature e la scarsità di piogge degli ultimi anni sono aspetti che il settore ricerca e sviluppo del Consorzio Franciacorta continua ad analizzare. Uno dei cambiamenti più importanti è l’anticipazione del tempo della mietitura che, a causa di temperature più elevate, si sta spostando sempre più lontano dall’avvento dell’autunno, in contrasto con la tradizione.
Questo 2022 per quanto riguarda la piovosità è un anno problematico, ma non da record. Il consorzio ha dovuto superare stagioni più dolorose, come il 2017 quando si toccò il minimo storico. I produttori, dunque, non sono così preoccupati come potrebbe sembrare dopo i mesi che abbiamo appena vissuto.
In molti si aspettano numeri in ripresa rispetto alla stagione passata che ha fatto segnare un calo del 20% del prodotto. C’è da guardare con attenzione al ripristino delle riserve idriche nei prossimi mesi – spiega ad AGI Mario Falcetti, nel Cda del Consorzio Franciacorta – e vedere come saranno le temperature, se avremo un germogliamento più o meno precoce. Quello tardivo è preferibile, per scongiurare il rischio che un eventuale ritorno di freddo ad aprile porti qualche gelata. Dunque da questo punto di vista siamo abbastanza tranquilli, di acqua tutto sommato ne abbiamo un pochino di più rispetto all’anno precedente. Per questo ci aspettiamo e speriamo in un’annata regolare, ma tutto dipende da come si evolverà la situazione.
Fortunatamente la vite è una pianta molto resistente che ha bisogno di risorse idriche ingenti solo in determinati periodi, per cui c’è ancora spazio per un’evoluzione. Questo significa che, stando ai dati a disposizione, l’annata 2023 non sarà un’annata memorabile ma neanche un grande fallimento. Poi, considerando un possibile abbassamento delle temperature, le soddisfazioni in programma potrebbero essere più di quelle preventivate.


