Punto Missione riparte per l’Ucraina: ultimi giorni per la raccolta

Punto Missione riparte per l’Ucraina: ultimi giorni per la raccolta

Matilde Spina – Punto Missione Onlus è stata fondata a Brescia nel 1999 per volontà di alcuni amici partecipi dell’esperienza del Movimento Ecclesiale Carmelitano. Ha operato e continua ad operare in diversi Paesi del mondo: Burkina Faso, Colombia, Iraq, Lettonia, Libano, Madagascar, Romania, oltre che in diverse città d’Italia.

Si è da poco conclusa la missione di monitoraggio del progetto in Burundi: Beppe, accompagnato da Marina, si è recato a Makebuko dove ha incontrato le beneficiarie del progetto Sviluppo della cooperativa agricola femminile Imbura Makebuko

 In Africa le donne scelgono sempre più di organizzarsi in cooperative agricole che sono generalmente considerate potenti veicoli di inclusione sociale e responsabilizzazione politica ed economica da parte dei loro membri. Per questo motivo Punto Missione ha deciso di rinforzare le capacità tecniche della cooperativa femminile promuovendo un modello di sviluppo agricolo improntato alla sostenibilità: economica (miglioramento della redditività) ed ambientale (efficace gestione delle risorse). 

Come ricorda Punto Missione in una nota all’interno del proprio sito ufficiale:

Il progetto, attivo dal 2018, mira a promuovere un modello di sviluppo locale di successo in ambito agricolo, quello cooperativo. Il Burundi è un paese poverissimo, il penultimo della classifica. Il 90% della popolazione vive di agricoltura di sussistenza. La terra coltivabile è divenuta ormai estremamente scarsa e l’insicurezza alimentare nel paese è allarmante. L’accesso all’acqua e alla sanità è molto basso e meno del 5% della popolazione totale ha accesso all’elettricità. 

L’Associazione ha deciso anche di aderire nuovamente alla campagna Stop the War now. Un gruppo di volontari si unirà alla Carovana della Pace dal 30 marzo al 3 aprile. Si receranno in Ucraina, ad Odessa, Mykolaiv e Cherson per portare aiuti umanitari ed alimentari utili per le famiglie ucraine che versano in condizioni di estrema vulnerabilità.  Entro martedì 28 marzo 2023, sarà possibile partecipare alla raccolta di beni di prima necessità portandoli presso Paradello, Via Paradello 9 – Rodengo Saiano (BS).

 

PUNTO DI APPROFONDIMENTO

Come si vive in Burundi?

Il Burundi, ufficialmente Repubblica del Burundi, è uno Stato africano di 27.830 km² di superficie che confina con il Ruanda a nord, con la Repubblica Democratica del Congo a ovest, e con la Tanzania a sud ed a est. Si trova nella regione geografica dei Grandi Laghi ed è uno Stato senza sbocco al mare. Politicamente appartiene all’Africa orientale e talvolta all’Africa dei Grandi Laghi. La sua capitale, dal 24 dicembre 2018, è Gitega, mentre precedentemente fu Bujumbura. Abitato fin dai tempi più remoti, conobbe la colonizzazione prima tedesca (Deutsch-Ostafrika), poi belga ed ottenne l’indipendenza nel 1962. Dal 1966 il Burundi è una repubblica presidenziale e l’attuale capo di Stato è il presidente della repubblica Évariste Ndayishimiye. È il paese più povero del mondo in base al PIL nominale pro capite, con un reddito annuale di 622 dollari statunitensi al 2022, ed uno dei paesi con l’indice di sviluppo umano più basso del pianeta.

La popolazione del Burundi, nonostante quanto comunemente ritenuto, non è suddivisa per etnie o per tribù. La differenziazione fra le etnie è in realtà molto labile, condividono infatti la stessa lingua, la stessa religione e hanno usi simili. La popolazione è costituita per l’85% da hutu che rappresentano perlopiù la componente di popolazione dedita all’agricoltura, da un 14% di tutsi perlopiù dediti alla pastorizia e da un rimanente 1% di twa, un’etnia pigmea. L’elevata densità della popolazione è in parte spiegata dalla posizione del paese, lontano dal mare e dalle tradizionali rotte della tratta degli schiavi che ha spopolato altre zone del continente. Le particolari condizioni climatiche, date dall’altitudine oltre a liberare il paese dal morbo della tripanosomiasi permettono anche doppi cicli di coltura e una buona integrazione fra l’attività agricola e quella della pastorizia. La pressione demografica, accresciuta dall’elevato numero di profughi rientrati dopo la fine dei conflitti etnici, provoca però un eccessivo sfruttamento dei terreni, nell’indice dei paesi con problemi di denutrizione il Burundi è in penultima posizione.

Il Burundi ha una popolazione stimata di 10.395.931 abitanti circa per una densità di popolazione pari a 373,5 abitanti per km². La popolazione ha avuto un’enorme crescita fin dal dopoguerra, come ogni paese in via di sviluppo, perché se nei primi anni sessanta presentava circa 3 milioni di abitanti, già nei primi anni novanta ne aveva 6 milioni, fino a giungere alla già citata cifra. Il tasso di popolazione urbana è il più basso del mondo (10%). L’attività agricola, cui si dedica la maggior parte della popolazione, è rivolta sia alle produzioni per l’autoconsumo (arachidi, patate, riso) sia a quelle commerciali e di piantagione (agrumi, banane, caffè, cotone, canna da zucchero, palma da olio, tè e tabacco). L’allevamento di bovini, caprini, ovini e dromedari è diffuso in tutto il territorio, ma la siccità colpisce spesso le regioni settentrionali provocando frequenti morie di bestiame. La pesca è praticata sulle coste del lago Tanganica. Una potenziale risorsa di queste regioni è rappresentata dal turismo che ha come meta le savane. Circa l’80% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno.

In passato, era una regione ricca di fauna selvatica, si racconta che nella pianura dove ora si erge la precedente capitale Bujumbura, si potessero vedere mandrie di bufali, giraffe, zebre, ippopotami e grossi gruppi di leoni e scimmie; dopo le guerre quasi tutti gli animali furono sterminati, a causa della fame ma soprattutto a causa degli incendi che vennero appiccati per stanare i ribelli che si nascondevano nelle foreste. Al momento esiste qualche progetto per istituire riserve e parchi naturali con il fine di proteggere l’inestimabile patrimonio faunistico-ambientale ma le cose vanno a rilento, gli animali sono pochi e sarà basilare il reinserimento di molti animali, ora estinti, dall’estero. Al momento in Burundi si trovano molti ippopotami, coccodrilli, rettili e vari tipi di uccelli, è ancora possibile vedere qualche bufalo e gruppi di scimmie nel nord del Paese. Scrittore, ma anche rapper francese, ma di origine burundiana è Gaël Faye, vincitore nel 2016 del Prix Goncourt des lycéens con il romanzo Piccolo paese.