Angelo Moscarda – Uno dei mestieri che richiedono un maggior numero di impiegati ma che, purtroppo, a causa della necessità di una lunga preparazione presenta ancora oggi tanti posti liberi è quello degli infermieri. Nel tempo del Covid ci siamo resi conto della necessità di personale: sono vacanti almeno duemila posti, oggi, nella provincia di Brescia. Con questi dati ci si rende facilmente conto della difficoltà che hanno gli ospedali pubblici e gli istituti come le Rsa e le case realtà socio-assistenziali a garantire un servizio continuo.
Grazie ad un importante accordo effettuato gli 11 comuni dell’ambito territoriale 2 Brescia Ovest (Castegnato, Gussago, Rodengo Saiano, Cellatica, Ospitaletto, Castel Mella, Roncadelle, Travagliato, Ome, Berlingo e Torbole Casaglia) saranno a disposizione due figure di infermiere di comunità che riceveranno pazienti in orari prestabiliti per mettere in gioco le competenze a servizio di tutti. L’infermiere di comunità – spiega periplofamiliare – è una persona con competenze specialistiche nelle cure primarie e in sanità pubblica e si occuperà di aiutare il paziente a gestire una malattia o una disabilità cronica in stretta sinergia con il medico e con gli operatori della rete ospedaliera e territoriale.
Una figura molto importante che, col passare del tempo, sta divenendo realtà in diverse regioni e che, nei prossimi anni, potrà diventare un servizio “normale” per tutti.

