Matilde Spina – Lo scorso ottobre un 34enne di origini rumene era finito tra le pagine della cronaca per aver sequestrato il figlio dalla custodia degli assistenti sociali mentre si stava tenendo un incontro protetto a Rodengo Saiano. La minaccia era avvenuta con un’arma da fuoco con il numero di matricola reso illeggibile. L’uomo si era poi recato a Roncadelle, presso la propria abitazione, e aveva ceduto il bimbo solo dopo una lunga trattativa.
Il padre ha deciso di andare al dibattimento ed evitare così il processo abbreviato. Una scelta particolare perchè nel caso si fosse affidato al processo più rapido avrebbe potuto usufruire dello sconto di un terzo della pena. La sua intenzione è quella di dimostrare che non tutti i capi d’accusa sono veri, cosciente del fatto che potrebbe comunque arrivare una sentenza di condanna. Dovrà rispondere di sequestro di persona, porto d’arma clandestina, lesioni e minacce.
Oltretutto l’uomo, separato dalla madre del bambino, era già stato condannato ad un anno e sei mesi ed aveva precedenti per maltrattamenti. Ora non gli resterà che prepararsi per il prossimo 4 maggio 2023: giorno in cui è fissata la prima udienza e dove potrà provare a dimostrare le proprie ragioni.


