Elena Muti – Nel Documento Unico di Programmazione approvato dal Consiglio Comunale di Gussago è stata ritoccata l’addizionale Irpef per ottenere un maggior gettito che dovrebbe essere di 568mila euro. Questo, naturalmente, porterà ad un aumento della pressione fiscale sui cittadini. Il Pd si è astenuto durante la votazione. Il centrodestra, invece, ha votato in modo sfavorevole ma, in ogni caso, sono bastati i voti di Gussago Insieme per raggiungere la maggioranza.
L’aliquota sarà progressiva. Innanzitutto sarà innalzata la soglia di esenzione da 11mila passerà a 13 mila euro. Poi ci sarà ina primo step fino a 15mila euro, un secondo dai 15mila ai 28mila euro, da 28mila a 5omila e un’ultima soglia oltre i 50mila.
Naturalmente la Giunta ha spiegato perchè una manovra di questo genere fosse necessaria. Come motivazione principale (naturale visto l’andamento degli ultimi tempi) l’aumento generalizzato dei costi. Sono tanti gli investimenti che dalla pandemia in poi sono stati prorogati e accantonati. Alcuni settori, però, come quello sociale in favore delle persone in difficoltà, dell’integrazione, i giovani, l’istruzione, la cultura e l’ambiente, devono trovare al più presto fondi per rigenerarsi e portare beneficio a tutti. Una decisione difficile: per la quale si chiede di contribuire per il bene della Comunità.
Le minoranze non hanno mancato di esprimere il proprio dissenso. Stefano Quarena (di centrodestra) ha parlato di incapacità di programmazione e di mancanza trasparenza alle pagine del Giornale di Brescia. Più pacate le critiche mosse dal Pd dalle parole di Rossella Olivari che ha chiesto che i soldi extragettito vengano reindirizzati su alcuni capitoli strategici.


