Parrocchia di Gussago: visita alla chiesa di S. Maria Assunta

Parrocchia di Gussago: visita alla chiesa di S. Maria Assunta

Elena Muti – Sono passati ben 10 anni dalla conclusione degli interventi sulla chiesa S. Maria Assunta di Gussago: la parrocchiale che aveva subito gravi danni in seguito ad alcune scosse sismiche. Per questo la Parrocchia ha voluto celebrare la ricorrenza dell’anniversario del restauro con alcune visite guidate alla volta pittorica.

Le date rimaste sono venerdì 24 febbraio dalle 16.00 alle 18.00 e dalle 20.00 alle 21.00 e martedì 28 febbraio dalle 16.00 alle 18.00. Per info e prenotazioni (posti limitati) da lunedì 23 gennaio presso la Segreteria Parrocchiale – Tel. 030 2770046 (dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 11.30 – giovedì dalle 16 alle 18).

Per la sola visita alla mostra la Prepositurale resterà aperta nei seguenti giorni ed orari: giovedì 23/2 e martedì 28/2 ore 16.00-18.00; ore 19.30-21.30, sabato 25/2 ore 9.00-12.00; ore 14.00-16.00; ore 19.30-22.00, domenica 26/2 ore 15.00-18.00.

La neoclassica Chiesa Parrocchiale Prepositurale di S. Maria Assunta fu iniziata nel 1743 su progetto dell’architetto veneziano Giorgio Massari (1687-1766) e aperta al culto nel 1760. Si innalza elegante sul sagrato e sulla scalinata; la facciata, disegnata da Rodolfo Vantini (1791-1856) sostituito poi da Luigi Donegani (1793-1855) che vi apportò modifiche, fu conclusa nel 1835. Le statue di Fede, Speranza, Carità sopra il timpano e l’altorilievo dell’Assunzione furono realizzati da Francesco Stanga su disegno di Giovanni Franceschetti tra 1827 e 1837. Il campanile accanto all’edificio religioso fu edificato nel 1931 su progetto dell’arch. Angelo Albertini (1883-1947) e completato negli anni Settanta del secolo scorso.

Nella volta del tempio neoclassico, incorniciati da stucchi pregevoli, vediamo affreschi del 1905 di Gaetano Cresseri (1870-1933): allegorie di Fede, Speranza, Carità nel catino dell’abside; Assunzione della Vergine sulla volta del presbiterio e Incoronazione di Maria Regina con Apostoli e Santi in quella della navata. Alle pareti, statue di Santi, ciascuna in una nicchia sormontata da riquadri con bassorilievi, la maggior parte opera di Domenico Ghidoni e dei fratelli Gusmeri (fine sec. XIX). Davanti all’ingresso principale, nel pavimento, da un vetro si intravede la cripta delle sepolture predisposte dai mecenati nobili Richiedei.