Franciacorta Docg: continua la sfida con il caldo e la siccità

Franciacorta Docg: continua la sfida con il caldo e la siccità

Matilde Spina – Lo scorso anno ha confermato i dati mozzafiato per la produzione e la vendita del vino Franciacorta Docg. Nell’ ultimo triennio l’attenzione alla qualità del prodotto, l’ottima gestione da parte del consorzio e la passione della nostra terra di vini ha saputo rispondere alla pandemia e all’aumento dei costi energetici con la crescita e gli investimenti.

A tentar di mettere i bastoni tra le ruote a questo gruppo virtuoso il clima, che complica sempre di più la produzione vinicola. Il primo fattore determinante è l’aumento della temperatura media annua che naturalmente anticipa la vendemmia andando ad incrinare i meccanismi consolidati dalla tradizione. Secondo il servizio meteo della nostra provincia la Franciacorta ha visto aumentare la temperatura media di 2 gradi rispetto ad un ventennio fa.

Il secondo elemento è la siccità. Proprio il 2022 è stato un anno tragico ed inaffidabile da questo punto di vista: -46% di precipitazione cumulata nel primo semestre rispetto alla media degli ultimi decenni. Un impatto importante al quale, però, i viticoltori franciacortini non si sono fatti trovare impreparati e sono riusciti a colmare con nuove tecniche, mai invasive, che garantiscono la qualità e la genuinità del prodotto, senza calare drasticamente la produzione.

La parola più utilizzata, nonostante le crisi globali, è crescita. I vini della Franciacorta continuano a raggiungere nuovi record di vendite. Sono ancora innumerevoli le sfide che attendono il consorzio nei prossimi anni, ma queste possono essere affrontate con la consapevolezza di una solida base qualitativa ed economica. Nel 2022 è stato soprattutto il mercato interno (88,5% del venduto) a raccogliere le bottiglie dagli scaffali ma in buona compagnia di quello estero. I paesi maggiormente interessati al prodotto sono la Svizzera, il Giappone, Usa, Germania e Belgio.

Ora, per rispondere alle emergenze climatiche le aziende vinicole stanno guardando sempre più verso l’alto. Spostare parte della produzione a quote più elevate può riportare la vendemmia ai tempi consolidati dalla tradizione e può essere anche un nuovo campo di ricerca per espandere la produzione. Il tutto, naturalmente, mantenendo lo standard qualitativo d’eccezione e e lo sviluppo di nuove tecnologie non invasive. Potrebbe essere questa la sfida da affrontare per il Franciacorta Docg nei prossimi anni.