Elena Muti – A Gussago fino al 25 novembre 2022 sarà possibile porre una ciocca di capelli in una teca all’ingresso del municipio. Un piccolo gesto di solidarietà verso il popolo iraniano che sta vivendo una lotta per le libertà. Una dimostrazione di vicinanza ad un grande principio che non può lasciarci indifferenti.
Donne e uomini in prima linea che donano la propria vita per un ideale, un principio. Un affronto al regime teocratico che da diversi decenni ha portato l’Iran ad un ritorno al passato. Una rivolta che ha movimentato un intero paese. Una volta raccolte, le ciocche saranno inviate al consolato iraniano a Milano per dimostrare che il loro popolo non è solo e tanti italiani stanno dalla parte delle libertà.
Una delle storie più tragiche che accompagna la l0tta nell’antica persia è quella di Masha. Il 13 settembre 2022 la 22enne Mahsa Amini, (22 luglio 2000 – 16 settembre 2022), fu arrestata a Tehran dalla polizia religiosa, dove si trovava con la sua famiglia per fare acquisti, a causa della mancata osservanza della legge sull’obbligo del velo, in vigore dal 1981 (modificata nel 1983 per tutte le donne nel Paese, sia straniere, sia residenti). Dopo essere stata arrestata per aver indossato l’hijab in modo sbagliato (forse considerato troppo allentato) e condotta presso una stazione di polizia, la giovane è in seguito deceduta in circostanze sospette il 16 settembre, dopo tre giorni di coma, suscitando l’indignazione dell’opinione pubblica. La ragazza presentava ferite riconducibili a un pestaggio, nonostante le dichiarazioni della polizia affermassero che era deceduta a seguito di un infarto. La morte di Mahsa Amini è diventata un simbolo di violenza contro le donne sotto la Repubblica islamica dell’Iran.


