Matilde Spina – Rende fieri tutti i gussaghesi e alla sua esposizione fa trattenere il respiro. Segna un particolare tempo liturgico e la sua imperiosità rende le celebrazioni della chiesa di Santa Maria Assunta indimenticabili. Che cos’è? Chiaramente la Macchina del Triduo che con i suoi 18 metri rappresenta la devozione della Comunità in alcuni momenti forti.
Nel 2022, dopo due anni di magazzino a causa delle note vicende pandemiche, lo strumento scenografico è ritornato. Ci è voluta un’intera settimana di lavoro e più di venti persone per eseguire le operazioni di montaggio e di smontaggio che hanno coinvolto l’ottavario per la solennità dei Santi. Anche molti non fedeli, come capita in ogni esposizione, si sono recati alle celebrazioni liturgiche per ammirare la maestosità e ricordare i cari defunti in quello che assomiglia ad una preghiera.
La parola Triduo deriva dall’aggettivo latino triduus, ed indica un periodo di tre giorni nel quale la Chiesa, a ricordo dei tre giorni che intercorrono tra la morte e la resurrezione di Cristo, celebra particolari funzioni religiose dedicate al suffragio dei defunti dove, per l’occasione, si allestiva appunto una macchina del Triduo.
Questa era una costruzione in legno dorato completamente illuminata da centinaia di candele, al centro della quale era collocato l’ostensorio contenente l’Ostia consacrata per l’adorazione. Vi si potevano trovare altri addobbi lignei che venivano utilizzati per le funzioni del Triduo, sono gli Scudi, dipinti con lo stesso colore dell’apparato e appesi alle colonne della chiesa ed anch’essi illuminati da alcune candele; inoltre poteva trovarsi, tra una colonna e un’altra la Chioccia che a suo volta portava altre candele.
Il gusto per la pienezza e la maestosità architettonica ed artistica è figlia del 1700. Per la funzione dei morti la chiesa veniva interamente vestita di nero e a lutto. Catafalchi al centro della navata e candele a simboleggiare le anime purganti del purgatorio che espiavano in peccati in attesa della beatitudine eterna.
Il gusto del barocco ha chiaramente reso più ricco l’ornamento della chiesa e le donazioni e la fede di molti hanno reso possibile la costruzione di diverse macchine come quella di Gussago. Tra i capofila del progetto l’Arciconfraternita del Suffragio di S. Maria. La devozione all’addolorata era molto forte in un periodo storico difficile e pieno di fede. Sede dell’arciconfraternita la chiesa di S. Lorenzo che ospitò anche il primo prototipo ligneo di macchina che andò arricchito e sostituito nel tempo.
Un documento del 1909 testimonia la prima costruzione dell’attuale macchina ad opera di Beneduci di Coniolo-Orzinuovi nella chiesa di S. Maria Assunta.


