Accesso al credito del buono fruttifero di poste italiane: giovane gussaghese batte la burocrazia

Accesso al credito del buono fruttifero di poste italiane: giovane gussaghese batte la burocrazia

Angelo Moscarda – Benché in Italia non sia in vigore la Common law dei paesi anglofoni, il ricorso fatto dal giovane gussaghese Roberto Beltrami è destinato a fare da precedente per molti risparmiatori che si sono visti negare i soldi da poste italiane. 

Il trentunenne, laureato in fisica e mastro vetraio a Murano, si era recato a riscuotere il buono fruttifero con valore trentennale alla scadenza di quest’ultimo. Il risparmio era cointestato con la lungimirante bis-nonna, classe 1905, che nel 1991 aveva usufruito di questa forma di risparmio per creare un piccolo fondo a favore del nipote. Nei tre decenni di attesa il buono aveva acquisito il valore di 2.800 euro. Non una cifra enorme ma che senza dubbio fa piacere possedere, soprattutto se spetta di diritto in seguito ad un investimento.

Il giovane, però, ha da subito dovuto scontrarsi con la burocrazia che ha richiesto il susseguirsi di carte e pratiche per poter accedere al denaro, salvo poi vedersi rifiutare il capitale a causa della sopraggiunta morte della bis-nonna cointestataria. 

Invece che arrendersi il giovane Roberto, supportato da papà Renato, ha deciso di impugnare le pratiche e cercare un avvocato che potesse seguire il ricorso. L’ottimo lavoro svolto dal legale Matteo Frau di Gussago ha consentito al ragazzo di ottenere la ragione e di poter ottenere gli interessi di quei soldi che erano stati messi via più di trent’anni fa.  

Non un caso isolato quello di Roberto Beltrami che si unisce alle tantissime storie di risparmiatori che negli ultimi anni si sono visti negare l’accesso a fondi e crediti a causa di cavilli burocratici. La tenacia questa volta ha dato i suoi frutti.