Gussago: campagna di verifica della presenza del tarlo asiatico

Gussago: campagna di verifica della presenza del tarlo asiatico

Angelo Moscarda – Il tarlo asiatico venne avvistato in Italia per la prima volta nel 2000, all’interno del territorio comunale di Parabiago (MI) e fu poi rinvenuto in una ventina di altri comuni lombardi. Originario del Giappone (per cui l’aggettivo asiatico), è stato introdotto in Italia forse attraverso l’importazione di qualche bonsai che nascondeva le larve nel legno, oppure da pallets o casse prodotte con legno di latifoglie in cui vi erano insediate le larve. 

In età adulta è facilmente riconoscibile: misura tra 25 e 35 mm e possiede antenne di colore nero lucido con macchie bianche o talvolta beige chiaro sulle elitre. L’insetto non è dannoso per l’uomo, ma lo è per le piante. Le larve si nutrono per la maggior parte di corteccia e legno interno. Il loro arrivo sui nostri territori rischia di minare gravemente la biodiversità e la crescita di alberi tipici. Sono oltre 50 le piante arboree colpite: acero, ippocastano, betulla, nocciolo, faggio, fico, melo, quercia e molte altre. Da diversi anni, quindi, la campagna per la lotta alla diffusione del Tarlo Asiatico è combattuta per favorire la sopravvivenza di molte specie arboree. Già nel 2004 nel milanese, zona molto colpita, la regione Lombardia aveva dichiarato lo stato di quarantena, ordinando l’abbattimento di molte piante.

Il Servizio fitosanitario di ERSAF (ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste) nel mese di Agosto 2022 ha ricominciato le attività per monitorare gli organismi nocivi (in particolare il tarlo asiatico) nel territorio di competenza del Comune di Gussago. Gli agenti potranno richiedere di effettuare un controllo visivo sia su aree agricole che su terreni privati. Se ci fossero casi sospetti si procederà alla verifica in laboratorio di alcuni campioni prelevati dalle piante in pericolo. Tutti i tecnici saranno dotati di tesserino che dovranno presentare per farsi riconoscere dalla popolazione.