Thriller ambientato a Brescia e Franciacorta grazie alla creatività dello scrittore gussaghese Marcello Antelao

Thriller ambientato a Brescia e Franciacorta grazie alla creatività dello scrittore gussaghese Marcello Antelao

Pubbilcato Il Santificatore: nuovo Thriller scritto da Marcello Antelao, gussaghese, romanzo ambientato nella nostra città di Brescia, e nello specifico anche nel comune di Gussago, con molti riferimenti ad arte e storia del territorio. Il romanzo edito da Arpeggio Libero editore (NO EAP) sarà presentato tra le novità della casa editrice al Salone del Libro a Torino a Maggio. Le parole all’autore che può illustrarci meglio il frutto del suo appassionante lavoro. 

Dopo la recente vittoria al Trofeo Cassiopea hai deciso di cambiar genere e virare con il nuovo romanzo verso il thriller. Perché?

In realtà non ho mai cambiato genere; lo stesso Sagome Visionarie, che è chiaramente un romanzo di fantascienza, ha in realtà dentro di sé molti elementi tipici del thriller. Se poi aggiungiamo che da sempre mi dedico alla scrittura di opere di genere poliziesco possiamo dire che Il Santificatore è più che altro un ritorno all’origine.

 Qual è l’ingrediente fondamentale per un buon thriller?

Credo che l’elemento principale sia prima di tutto avere una buona storia da raccontare. Quell’elemento esotico e impalpabile che fin dall’ideazione non ci fa dormire la notte e ci spinge a trasporre un’astrazione mentale sulla carta. Naturalmente questo è solo l’inizio perché il genere richiede poi una grande coerenza interna. Alla fine del romanzo tutti gli indizi devono tornare e soprattutto si deve aver condotto il gioco con onestà: il lettore deve cioè aver avuto le medesime possibilità di risolvere il caso dell’investigatore. Altro elemento cardine è avere un protagonista capace di convogliare su di sé le attenzioni del lettore e che lo faccia, empaticamente parlando, sentire parte della storia. Se osserviamo tutti i recenti successi nel genere, dal libro alla televisione, notiamo che è sempre più importante creare una figura d’investigatore alla quale affezionarsi e che faccia da collante a tutte le storie. La serialità è divenuta regola e avere un protagonista in grado di reggerne il peso è divenuto sempre più una necessità.

Di cosa parla Il Santificatore?

Il Santificatore è un thriller che ruota attorno al tema della religione,

sebbene sia una religione vista in chiave distorta e malata.

L’assassino denominato dalla stampa come “Il Santificatore” uccide le sue vittime ripercorrendo, nel modus operandi e nella disposizione dei cadaveri, le morti dei Santi martiri cristiani. Spetterà al vicequestore aggiunto Remo Zamboni e alla sua squadra far luce sulla vicenda e arrivare alla soluzione di un mistero che per qualche oscura ragione sembra ricondurre a un famoso manoscritto del tredicesimo secolo: il famoso Legenda Aurea di Jacopo a Varagine.

Questo romanzo a differenza dei precedenti è ambientato in Italia e nella fattispecie nella tua città, da dove nasce questo desiderio/scelta?

La scelta di ambientare la storia nella mia città e anche nel mio comune, nel romanzo il primo delitto avviene a Gussago, è stata dettata innanzitutto dall’amore che provo verso il luogo in cui vivo ma soprattutto dal desiderio di far conoscere e veicolare la bellezza di cui è intrisa questa realtà. Nel genere thriller spesso e volentieri si ricorre a grandi capitali e luoghi oramai così noti al grande pubblico da esser quasi divenuti stereotipi, mentre Brescia è stata lungamente etichettata come mero polo industriale e del lavoro. Ebbene io ho scelto di mostrare la sua veste culturale che si snoda attraverso i secoli, indicando qua e là nel corso della narrazione alcuni luoghi carichi di grande fascino e storia. Ovviamente il mio è solo un romanzo, dove la finzione si mescola alla verità, ma nondimeno spero che il lettore possa trovare degli spunti che possano poi tramutarsi nell’opportunità di riscoprire questi luoghi.

Da sempre il genere giallo/thriller attrae una grande quantità di lettori, da dove nasce questa attrazione per il crimine e per il lato oscuro?

Credo che la chiave del mistero sia da ricercarsi nel bisogno di capire un male che in qualche modo ci tocca da vicino. Sì, perché spesso e volentieri scopriamo, con le opportune proporzioni, che il mostro è dentro di noi. Questo accade ogni qualvolta udiamo la notizia dell’ennesimo delitto al telegiornale. Ogni volta ci aspettiamo che il criminale in questione abbia un aspetto repellente, o che comunque porti su di sé lo stigma dell’assassino ben visibile. Salvo poi scoprire che quel Monstrum ci somiglia molto e che magari è solo un normale vicino dalla vita monotona e dall’aspetto mite. È l’eterno tema del doppio che da Stevenson in poi e dal suo Lo strano caso del Dottor Jekill e Mr Hide irrompe nella narrativa e nella cultura popolare.

Il bene e il male sono dentro di noi, sebbene per fortuna non tutti arriverebbero a uccidere, a noi sta il compito di scegliere e adoperarci affinché sia sempre la luce ad affermarsi sulle tenebre della barbarie.

Com’è nata l’idea?

L’idea è nata per caso osservando opere d’arte, l’altra mia grande passione insieme alla letteratura. In particolare mi ha sempre colpito la coesistenza nei luoghi di preghiera tra la contemplazione mistica e la violenza al limite del sadismo delle raffigurazioni dei Santi martiri nel momento del martirio. Da questa dualità tra Agape e Neikos, tra amore e morte è nata la scintilla prima che ha dato origine al testo. Da lì ci sono voluti anni e molte ricerche perché poi l’idea prendesse una forma concreta.

È in programma un seguito?

Assolutamente sì. Al momento sto già lavorando ad un seguito che vede il vicequestore Zamboni, l’antropologo forense Di Stefano e gli altri della squadra all’opera con una nuova minaccia.

Sono previsti incontri con i lettori?

Essendo il libro appena uscito, stiamo ancora organizzando gli incontri. Posso dirti però che sarò presente al Salone del libro di Torino dal 21 al 22 di Maggio presso lo stand di Arpeggio Libero, presto indicherò anche altre date.

 

 

Marcello Antelao, classe 1981 vive a Ronco di Gussago in provincia di Brescia.

Da sempre amante della letteratura e del cinema, esordisce nel 2009 con il giallo storico Whitechapel 1888 pubblicato da Silele edizioni. I suoi racconti compaiono in svariate antologie, tra cui Giallobirra e la collana noirshot di Milanonera web press. Nel luglio 2019 pubblica il romanzo Sagome Visionarie con Argento Vivo edizioni, cimentandosi per la prima volta con il genere fantastico. Nel marzo 2020, con il medesimo romanzo, si aggiudica (ex aequo) il Trofeo Cassiopea.

Il Santificatore, edito da Arpeggio Libero editore, è la prima indagine del vicequestore aggiunto Remo Zamboni.