Il Comune di Passirano si è adoperato per erogare contributi economici destinati ad aiutare il settore apistico locale, aperto fino al 06 febbraio 2022. Con questo progetto, attento alla biodiveristà e alla salute dell’ambiente, l’amministrazione intende incentivare: l’acquisto di attrezzature per l’esercizio dell’attività di apicoltura (anche a livello amatoriale); l’apertura di nuove attività di apicoltura (anche a livello amatoriale); la frequentazione di corsi base o di aggiornamento per attività di apicoltura.
Requisiti per l’accesso sono:
a. Essere residenti nel Comune di Passirano;
b. Essere responsabili di apiari iscritti all’Anagrafe Apistica Nazionale (BDN) o avere intenzione di iniziare una nuova attività di apicoltura non oltre il 31/12/2021;
c. Possedere o avere intenzione di installare apiari sul territorio di Passirano non oltre il 31/12/2021;
d. Avere intenzione di frequentare corsi per avviare una nuova attività di apicoltura non oltre il 31/12/2021.
Per il progetto è stato predisposto un fondo di 6mila euro. L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto, indipendentemente dal valore delle spese sostenute, che viene fissato in: euro 250,00 per possessori di un numero di arnie tra zero e nove; euro 300,00 per possessori di un numero di arnie pari o superiore a dieci.
Per effettuare una domanda è necessario compilare l’istanza per l’assegnazione del contributo (reperibile sul sito del Comune) ed inviarla secondo una delle modalità alternative tra loro:
– a mezzo PEC (posta elettronica certificata) all’indirizzo protocollo@pec.comune.passirano.bs.it;
– mediante invio tramite raccomandata a/r all’indirizzo COMUNE DI PASSIRANO – P.zza Europa n. 16, 25050 Passirano (Bs);
– mediante deposito a mani all’Ufficio Protocollo Comunale, sito al piano primo della sede municipale a Passirano, p.zza Europa n. 16, durante gli orari di apertura dello stesso (lunedì 9:00-12:30 e 14:00-17:45; martedì 9:00-12:30, mercoledì 14:00-17:45; giovedì 9:00-12:30; venerdì 9:00-12:30).
L’erogazione del contributo avverrà:
– dopo la verifica da parte dell’ufficio competente della documentazione presentata;
– con bonifico sull’IBAN indicato (non è possibile effettuare accrediti sui c/c di terzi).
Un bell’incentivo per un settore di importanza vitale che serve a tenere monitorata anche la qualità dell’ambiente circostante. Il mondo delle api, affascinante e per certi versi ancora inesplorato, affascina da molti millenni l’uomo che ne sfrutta il lavoro e ne studia il coportamento.
PUNTO DI APPROFONDIMENTO
L’importanza delle api
L’Apis mellifera, diffusa in tutti i continenti a esclusione delle zone artiche e antartiche, è l’unica conosciuta in Europa. Il genere Apis, difatti, comprende ben 27 specie catalogate in tutto il pianeta.
L’ape, è anche emblema dell’operosità fin dai tempi antichi: un insetto simbolico in miti, leggende e religioni, noto certamente già dalla preistoria per la propria utilità. Si ha notizia da pitture murali rinvenute nella Cueva de la Araña, presso Bicorp, provincia di Valencia (Spagna), che già 18-17.000 – 11-10.000 anni fa l’uomo sfruttava le api per trarne il miele. Nella mitologia greca erano considerate messaggere delle Muse per la loro sensibilità ai suoni, ma anche il simbolo del popolo obbediente al suo re. Quando, secondo la leggenda, Zeus bambino fu nascosto dalla madre Rea in una grotta del monte Ida a Creta per sottrarlo al padre Crono che voleva divorarlo, fu nutrito, oltre che dal latte della capra Amaltea, da un miele prodotto dalle api locali.
Essendo il miele nell’antichità l’unica fonte di zucchero, l’ape, sua produttrice, era tenuta in alta considerazione. Particolarmente considerata era l’organizzazione dell’alveare, descritta con ammirazione da Plinio il Vecchio e presa a paragone per la sua laboriosità dallo stesso Cicerone. L’ape era anche simbolo del coraggio, per la sua determinazione nell’attaccare gli aggressori. Tuttavia le api hanno ispirato anche una simbologia negativa: nell’Antico Testamento si trova in Isaia che le api sono assimilate alle mosche quali insetti fastidiosi, dei quali il Signore annuncia un’invasione, pronosticando con questo un’invasione assira.
Oltre al ruolo diretto nella produzione del miele, l’ape è un indicatore biologico della qualità dell’ambiente e attualmente rappresenta una delle emergenze ecologiche in corso. Il maggior produttore di miele è l’Argentina che ha ridotto del 27% le sue 75.000 tonnellate annue. In Italia nel 2007 sono morte il 50% delle api, persi 200.000 alveari e 250 milioni di euro nel settore agricolo.
Le api muoiono per varie cause, non sempre del tutto identificate: cause ambientali, mutamento climatico, la varroa e altri antagonisti naturali, l’uso indiscriminato dei fitofarmaci. Gli alveari si spopolano per il fenomeno del CCD (Colony Collapse Disorder). Questo è un fenomeno ancora poco conosciuto per il quale le colonie di api periscono bruscamente. La causa (o le cause) non sono ancora ben comprese: alcune teorie parlano di stress dovuto ai cambiamenti ambientali, malnutrizione, vari patogeni (come ad esempio le patologie delle api, compreso il Virus israeliano della paralisi acuta), acariosi, insetticidi come ad esempio neonicotinoidi o imidacloprid, radiazioni da telefoni cellulari o altri dispositivi creati dall’uomo. In vari paesi, i regolamenti fitosanitari e le autorizzazioni all’uso dei fitofarmaci impongono, da decenni, vincoli ai trattamenti fitoiatrici al fine di tutelare l’attività delle api e degli insetti pronubi in generale. Uno dei vincoli di maggiore ricorrenza per molti principi attivi è il divieto di eseguire trattamenti, anche non insetticidi, nel corso della fioritura.


