A Brescia aumentano i donatori di organi

A Brescia aumentano i donatori di organi

Il progetto Cittadini solidali per una scelta in Comune ha avuto come capofila provinciale la città di Brescia il 9 luglio del 2012. Da allora, nel lontano 2012, quasi tutti i comuni hanno aderito al progetto: tra questi anche Gussago. L’adesione prevede che, al momento della richiesta di rinnovo del documento d’identità sia data la possibilità a tutti i maggiorenni, tramite un apposito modulo, di donare i propri organi dopo il decesso.

I numeri, da allora, hanno iniziato ad aumentare registrando come un bresciano su cinque, al momento attuale, si sia dato disponibile alla donazione degli organi. La statistica, ovviamente, tiene in considerazione solo chi, negli ultimi anni, ha rinnovato il documento di identità per cui, con il passare del tempo, i dati non possono che aumentare.

La maggior parte delle adesioni, ovviamente, sono state date nel capoluogo con con 28.802 consensi. I dati, però si attestano molto rassicuranti guardando i numeri presentati da Bresciaoggi:

Desenzano con 3.941 e Concesio con 3.343 dichiarazioni di volontà guidano la classifica provinciale, seguiti da Montichiari con 2.960, Darfo con 2.936, Lonato con 2.768, Gussago con 2.740 (82,6% di consensi), Palazzolo con 2.632, Lumezzane con 2.505, Chiari con 2.401, Ghedi con 2.388 e Castenedolo con 2.159. In coda, per questione di numero di abitanti, Irma con 11 consensi, Paisco Loveno con 13 e Incudine con 29. In realtà sono gli ultimi solo se si guardano i numeri assoluti, ma in realtà le percentuali di adesione sono piuttosto alte, soprattutto per i due piccoli paesi della Valcamonica, che fanno segnare rispettivamente il 72,2 e l’80,6%.E a proposito di percentuali, si tocca il 99% a Caino e a Mairano. Nel primo caso, solo 2 opposizioni contro i 194 cittadini che hanno espresso la loro volontà in materia di donazione di organi, mentre nel paese della Bassa le defezioni sono state soltanto 3 su 311. Percentuali alte anche a Villachiara, con il 98,8%, e a Cevo con il 98,2%.

È stata trovata una modalità semplice e immediata per rilasciare un semplice consenso che può salvare la vita di altre persone o cambiarne radicalmente la qualità. Il successo di questa iniziativa nasce sicuramente dalla facilità con la quale l’impegno viene proposto e dalla buona disposizione dei bresciani, fin qui, a mettersi a disposizione del prossimo.

 

PUNTO DI APPROFONDIMENTO

La donazione degli organi

La donazione di organi consiste nella rimozione di uno o più organi dal corpo per poterne fare utilizzi clinici quale un trapianto. È un atto gratuito, anonimo e solidale per restituire una vita piena a chi è in attesa di ricevere un trapianto, una terapia sicura e consolidata per la cura delle gravissime insufficienze d’organo. I tessuti da trapiantare possono essere prelevati da un soggetto deceduto, dopo che la sua morte sia stata accertata secondo le modalità previste dalla Legge. 

La Legge 1º aprile 1999 n. 91 istituisce il Sistema Informativo dei Trapianti (SIT) nell’ambito del Sistema Informativo Sanitario Nazionale, per la raccolta in un’unica banca dati, situata presso il Centro Nazionale Trapianti, delle manifestazioni di volontà, (favorevoli o contrarie) in tema di donazione degli organi e tessuti. Per quanto riguarda i riceventi, le liste di attesa sono gestite a livello regionale. Al SIT sono collegati i Centri Regionali Trapianto e le Aziende Sanitarie Locali, le quali, in base al citato D.M. del 2000, svolgono il ruolo di punti di raccolta delle dichiarazioni di volontà dei cittadini e di trasmissione, in modalità telematica, dei relativi dati al SIT. Il SIT è interconnesso con la banca dati contenente i testamenti olografi degli associati AIDO, che in tempo reale vengono resi disponibili: al 2013 più di 1.230.000 adesioni raccolte, contro 141.000 dichiarazioni tramite le Aziende Sanitarie, con una prima legittimazione di fatto del testamento biologico.

Dal 2013, è possibile iscriversi al SIT anche tramite l’ufficio Anagrafe di molti comuni aderenti. Per organi salvavita, in pazienti in condizioni di emergenza, l’andamento del trapianto deve essere seguito nel tempo, sulla base di un protocollo nazionale comune definito a cura del Centro Nazionale Trapianti. I dati devono essere raccolti in un registro nazionale. La legislazione è stata aggiornata nel tempo anche per recepire le Direttive UE in materia di selezione dei donatori, e qualità e sicurezza degli organi e loro trasporto; non vi sono ancora direttive che armonizzino la gestione delle liste di attesa e i criteri di assegnazione.

Ogni anno, grazie al trapianto, migliaia di persone trovano una cura efficace e tornano a una vita piena. Chi ha ricevuto un trapianto può riprendere la propria vita, tornare al lavoro, fare sport e avere figli. Non esistono dei veri e propri limiti di età per la donazione di organi. Oggi, siamo in grado di utilizzare organi che fino a qualche anno fa non sarebbero mai stati prelevati a scopo di trapianto. Le donazioni di ultra ottantenni, per il fegato e il rene, non sono più fatti aneddotici. Il trapianto rappresenta una terapia efficace per i pazienti affetti da una grave insufficienza d’organo, non curabile con altri trattamenti medici. Si parla di terapia salva vita nel caso in cui la grave insufficienza riguardi il cuore, il fegato, i polmoni e l’intestino. Per il rene e il pancreas, il trapianto costituisce la terapia sostitutiva naturale, molto più efficace e tollerabile rispetto alla dialisi o alla somministrazione di insulina.  Le malattie per le quali si può rendere necessario un trapianto sono molteplici e variano a seconda dell’organo. Ad esempio, la cirrosi per il fegato; la cardiomiopatia per il cuore; la fibrosi cistica per il polmone.

L’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO) è un’associazione di persone che accettano volontariamente di donare i propri organi, tessuti e cellule in caso di morte. Il 15 gennaio 1986 gli è stata riconosciuta la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica.