Andrea Ferrari – Si chiamano FEES, sono pico-satelliti grandi pochi centimetri, nel prossimo futuro rivestiranno un ruolo importante nella comunicazione satellitare e sono realizzati da un’azienda gussaghese.
La GP Advanced Projects, infatti, ha annunciato pochi giorni fa la riuscita del lancio di FEES (Flexible Experimental Embedded Satellite), il più piccolo satellite, made in Italy, mai lanciato nello spazio. Il lancio, avvenuto con un Soyuz 2.1a Fregat, ha portato in orbita 38 satelliti provenienti da 18 stati, fra i quali il FEES era il più piccolo. Con i suoi 10 x 10 x 3 centimetri e i suoi 300 grammi di peso, infatti, il satellite è riuscito a comunicare con la Terra pochi minuti dopo il lancio, confermando di poter svolgere le stesse funzioni di un CubeSat in appena un terzo del volume.
Il FEES è il primo passo per l’ingresso dell’azienda franciacortina nel mondo dei satelliti miniaturizzati, con l’obbiettivo di lanciarne 50 entro il 2025, per permettere l’accesso da ogni punto del globo ai dati IoT. La sigla IoT significa Internet of Things, letteralmente ‘internet delle cose’, cioè l’insieme di tecnologie che consentono di collegare a internet qualsiasi tipo di apparato o oggetto reale. Le sfide da superare in questo senso sono la fattibilità economica, la sostenibilità e il contenimento della spazzatura spaziale in orbita attorno alla terra.
Per questo la GP Advanced Projects si sta impegnando nella miniaturizzazione, anche attraverso tecnologie completamente italiane, ponendosi in prima linea nella produzione della rete di comunicazione dei 30 milioni di sensori IoT che utilizzeranno la comunicazione via satellite entro il 2025.


