Gussago: stop al vandalismo

Gussago: stop al vandalismo

Andrea Ferrari – Nelle ultime settimane si sono verificati degli episodi di vandalismo piuttosto particolari, che hanno scosso la comunità gussaghese. 

Sia l’oggetto degli atti vandalici, sia gli autori dei gesti, danno infatti da pensare: da una parte la parrocchia, dall’altra gruppi di ragazzi anche molto giovani. L’episodio più grave si è svolto non molto tempo fa, con un gruppo di ragazzi che ha aperto il portone della chiesa durante la messa e ha tentato di entrare in bicicletta, seguito poi nottetempo dal  danneggiamento dell’auto del curato, sulla quale sono state scritte delle bestemmie, dalla distruzione delle telecamere di sorveglianza del piazzale e da un’altra bestemmia vergata a mezzo di bomboletta spray sul muro della chiesa. 

Una volta avviate le indagini, per Polizia Locale e Carabinieri non è stato difficile risalire ad alcuni dei ragazzi grazie alle riprese delle telecamere del comune e della parrocchia prima della distruzione. I volti e le targhe, di motorini come di alcune automobili, hanno permesso l’individuazione dei ragazzi, seguita anche da qualche denuncia. 

Una scritta può essere velocemente cancellata, così come un danno riparato, ma il punto non è questo. L’età dei ragazzi coinvolti varia di molto, dalla seconda media all’ultimo anno delle superiori, così come sono varie le realtà sociali ed economiche delle loro famiglie, ed è anche per questo motivo che diventa difficile riuscire ad identificare le cause di comportamenti simili. 

Sicuramente, le prime serate tiepide concomitanti con un alleggerimento delle restrizioni, ha permesso ai nostri ragazzi e giovani di tornare ad un aspetto di socialità desiderato moltissimo, ma non può essere la causa scatenante. Da sempre infatti le scalinate e le piazze sono il ritrovo degli adolescenti, ma raramente si è verificato un consumo di birra e droghe leggere così importante, come si è potuto evincere dalle bottiglie vuote e filtri trovati la mattina seguente l’episodio.

Sono comportamenti che vanno oltre le normali fasi di ribellione e che come tali devono essere trattati e respinti, in un’ottica non punitiva ma rieducativa.

Come ci ricorda il sindaco Giovanni Coccoli, è importante ricercare le vere cause all’origine di questi gesti, per questo l’Amministrazione vuole procedere con degli incontri volti in particolar modo ai genitori. L’ambiente familiare riveste un ruolo fondamentale nella crescita di ragazzi e adolescenti, installando valori e capacità di discernimento, spesso anche in modi che ci sfuggono. Ad esempio, alcuni commenti fatti sui punti di riferimento per i giovani, come gli insegnanti, i sacerdoti o le forze dell’ordine, possono venire mal interpretati e così assorbiti, fino a non riconoscerli più come figure autorevoli.

La socialità del ‘post-scuola’ può essere vissuta in moltissimi modi dai nostri studenti, non è certo la varietà di attività a mancare; resta quindi da capire come invogliare un giovane a staccarsi da gruppi disfunzionali, ed evitare così che le sue azioni, spinte anche dall’effetto branco, possano aver gravi conseguenze.