Andrea Ferrari – Il futuro della sede centrale del Musil, il Museo dell’industria e del lavoro, costituito ad oggi dalle sedi di Rodengo Saiano, S. Bartolomeo e Cedegolo, è stato definito dalla relazione di un gruppo di esperti.
Il gruppo, coordinato dal direttore della Fondazione Musil René Capovin, ha preso in esame tutto il sistema museale per dare delle linee guida su allestimento e promozione della nuova sede.
La connotazione di sistema museale, invece che di singolo museo, è stata fondamentale per decidere i prossimi passi, specie con l’arrivo del 2023, anno nel quale Brescia e Bergamo saranno Capitali italiane della cultura.
La sede di Rodengo Saiano manterrà il ruolo imprescindibile di magazzino-deposito visitabile, a disposizione degli specialisti per le loro ricerche, approfondimenti e studi, ma non solo. La possibilità di tornare ad essere sede di eventi e mostre temporanee, annunciate anche nella sede centrale, accentuerà nel visitatore il desiderio di muoversi da un museo all’altro. Ogni sede infatti ricopre un tema dedicato, ma unito a doppio filo con le altre sedi sia nella continuità cronologica sia nelle tematiche, per culminare con la futura sede centrale, il cui tema sarà appunto ‘il futuro’.
Il tema della sede centrale riguarderà infatti l’industria e il lavoro trasportati in un mondo più sostenibile, con le grandi sfide di una società contemporanea post-globale, tesi accentuata ai visitatori anche dal largo utilizzo della comunicazione interattiva e del digitale.


