Andrea Ferrari – Una società che affonda le radici nella prima metà dell’Ottocento, ma che non ha mai smesso di essere competitiva e innovativa, la Savelli Technologies, torna dopo tre anni in mani bresciane.
Un’azienda snella, come dice il suo presidente e ceo Francesco Savelli, che nell’ultimo anno ha generato 15 milioni di euro, e con una previsione di crescita fino ai 20 milioni del 2021, nella progettazione e costruzione di impianti per fonderia.
Nel 2017 questa azienda era entrata, con una procedura di asta competitiva, nell’orbita della Küttner, il colosso tedesco, che ne aveva rilevato il 55%. È di poche settimane fa il cambio di assetto societario, dove la Savelli Holding srl è riuscita a recuperare il 50% della società, grazie al lavoro svolto nel mantenere e far crescere questa realtà.
Il marchio resta abbinato ovviamente al gruppo tedesco Küttner Holding Gmbh, gigante specializzato nella produzione di forni fusori cubilotto, data la partecipazione al 50%, mentre il restante si divide fra il presidente col 35%, il fratello col 15%, il vicepresidente Maurizio Botticini mentre i manager storici e la società Emi di Cleveland invece partecipano con un 10% a testa.
L’insieme di queste società e competenze ha dato forma ad una realtà capace di proporsi sul mercato come creatrice di fonderie complete, dalla preparazione della terra alla gestione dei getti, cosa che nell’ambiente non è passata inosservata. Negli ultimi anni le commesse sono arrivate da paesi con un’industria fusoria in forte crescita, come Cina, Brasile, Nord Europa e Russia. Esempio fra tutte, la commessa per la creazione di una nuova fonderia in Svezia per la Scania Ab, il fornitore del gruppo Volkswagen.
Un ritorno in pompa magna, con una nuova sede lungo la provinciale Sp510, dove si troveranno uffici sia amministrativi che commerciali e lo show-room.


