Alessia Frassine – La scorsa domenica, 29 novembre, è stato decretato il passaggio della Lombardia da Zona rossa a Zona arancione. Ciò ha determinato la riapertura e lo sblocco di alcune attività che erano state chiuse o temporaneamente sospese. Tra queste vi è la caccia, anche se consentita solo all’interno del proprio Comune di residenza.
Il silenzio che regnava sulle montagne, colline e pianure della Lombardia è stato interrotto da una miriade di spari. Nonostante il numero dei cacciatori, nel corso degli ultimi anni, stia nettamente diminuendo. Gli spari provenivano dagli appostamenti fissi ma, purtroppo, anche da fucili di predatori che illegalmente hanno ucciso diverse specie protette.
Le Guardie Venatorie WWF sono subito intervenute, chiamate anche dai cacciatori più rispettosi che hanno segnalato l’accaduto. Le Guardie, a Passirano e Monticelli Brusati, hanno fermato e sequestrato le armi di due bracconieri che hanno sparato e colpito migliarini di palude, pispola e faringuello. Tutte specie appartenenti a quelle protette. A Gussago invece è stata sequestrata una gabbia Larsen. Quest’ultima veniva utilizzata illegalmente per catturare mammiferi.
I sequestri non sono avvenuti solo in questi giorni, dopo la riapertura della stagione venatoria. Nelle scorse settimane, in pieno lockdown, è stata trovata e sequestrata, a Adro, una rete da uccellagione lunga venti metri. Vittime di quest’ultima sono un pettirosso e una cinciallegra.
Si spera che questi sequestri possano impaurire i malintenzionati ed evitare altre uccisioni di specie protette. La fauna, così come la flora, è un bene che la natura ci offre ed è giusto che essa venga rispettata il più possibile, evitando l’evitabile e obbedendo alle regole stabilite.


