“Thawing Glacier”: esce il documentario dei giovani franciacortini sullo scioglimento dei ghiacciai alpini

“Thawing Glacier”: esce il documentario dei giovani franciacortini sullo scioglimento dei ghiacciai alpini

Spesso ci capita di girare una piccola manopola e notare che un liquido trasparente e inodore fluisce con rapidità fuori dai nostri lavandini. Si tratta di acqua, e la utilizziamo per lavare, cucinare, dissetarci, divertirci, produrre energia. L’acqua, quella dolce, quella che scorre nei fiumi, è sempre stato il fondamento della vita umana sulla Terra. Cosa accadrebbe, però, se un giorno, girando quella piccola manopola, il tubo del nostro lavandino restasse secco? Niente più cucina, lavaggi, divertimento, energia, sicuro, ma anche niente più irrigazioni e niente più da bere. Sarebbe la nostra fine. Ma può, realisticamente, accadere? Quando, come, dove?

Il 22enne rodenghese Abrami Emanuele (ideatore, regista e protagonista del documentario), la rovatese Maria Gussago (responsabile non solo di organizzazione e alcune interviste, ma anche di parte della colonna sonora e della sottotilazione italiano-inglese dell’intero prodotto) e Francesco Pivotto (anche lui di Rodengo Saiano, ha fatto da guida e da cameraman) sono andati a cercare una risposta a queste domande fra i ghiacciai e i rifugi delle nostre Alpi. Un viaggio durato diversi giorni durante i quali in moltissimi hanno aiutato i ragazzi a capire cosa sta succedendo a due passi da casa nostra: professori e professionisti, certo, ma anche tanti turisti, abitanti del luogo e soprattutto rifugisti, per i quali la montagna rappresenta una casa e la principale se non unica fonte di reddito.

Della durata complessiva di nemmeno un’ora, il documentario ha impegnato Andrea Ferrari (anche lui rodenghese di origine e deputato al montaggio video e agli effetti) per ben oltre un anno e mezzo. “Thawing Glacier” affronta un tema complesso come quello del cambiamento climatico senza pretese o preconcetti: lo stile è molto semplice e immediato, i paesaggi catturati dalle videocamere mozzafiatanti e alle interviste vengono alternati momenti più leggeri e avventurosi in pieno stile “vlogumentary”. Diviso in 4 sezioni (una per ciascuna giornata spesa a compiere il tour) il documentario offre una panoramica a tutto tondo, imparziale e oggettiva, di quella che è la situazione dei ghiacciai nostrani, non solo da un punto di vista scientifico (come quello opportunamente offerto dalla dott. Saveria Masa o dal dott. Riccardo Scotti del Servizio Glaciologico Lombardo), ma indagando anche sulle paure, le speranze, le percezioni e le osservazioni delle persone che osservano il mutare del panorama alpino da quando sono nate ( come i gestori dei rifugi Zoia, Ventina, Marinelli-Bombardieri…) .

Thawing Glacier” è un incrocio di sentieri e vie, di opinioni (a volte dissonanti ma mai discordanti) e persone, di lingue e dialetti: una commistione di stili e contenuti molto diversi fra loro che ci permette da una parte di comprendere un fenomeno, dall’altra ci regala la speranza di poter immaginare un futuro migliore non solo rispetto a quello al quale sembriamo condannati, ma addirittura rispetto all’attuale presente. Divertimento e avventura, educazione e informazioni, esperienze e tradizioni: “Thawing Glacier” è disponibile gratuitamente sulla piattaforma YouTube, basterà cercare il titolo (Thawing Glacier, appunto) nella barra di ricerca o cliccare su questo link ( https://www.youtube.com/watch?v=F-lwGBXq42Q&t=3103s ).

Il documentario è state realizzato in due lingue: italiano e inglese. Una scelta stilistica, ancora una volta, ben precisa: durante la visione sarà sorprendente notare quanto forse sia la connessione fra quanto accade sulle nostre Alpi e nel resto del mondo. Il progetto è partito dal basso e alla sua buona riuscita hanno contribuito in tanti: dalle colonne sonore degli An Experience e del duo Abrami-Gussago alle grafiche di Aurora Ferrari (tutto, quindi, made in Franciacorta). Sostegno più che fondamentale quello offerto dall’associazione Think Ocean Italia ( https://instagram.com/thinkoceanitaly?igshid=190xhb1zlkgfo ), che li ha accompagnati e assistiti soprattutto nella distribuzione, ad esempio con la trasmissione in prima serata sull’emittente Telecolor.

Il lungometraggio può non essere perfetto da un punto di vista tecnico, ma trasmette la qualità migliore di questi ragazzi: una passione contagiosa e coinvolgente volta ad aumentare la consapevolezza di un cambiamento che, nostro malgrado, incombe su tutti noi, ma sempre con il coraggio di sperare in un mondo migliore da vivere.