Abrami Emanuele – Edito da Hacca, “La Classe Avversa” è il racconto del disfacimento di un paradigma, quello che vedeva nel modello industriale a gestione familiare il segreto del miracolo italiano. Protagonista di questo romanzo di fabbrica contemporaneo è “il Poeta”, figlio e erede di uno dei proprietari dell’azienda, costretto a mostrarsi all’altezza del ruolo che gli spetta mentre studia e sogna di laurearsi in Lettere. Quando il Presidente, azionista di maggioranza, affida l’azienda a un Amministratore delegato che si rivela un tagliatore di teste, sadico e accentratore, vorrebbe fare come Franco, suo amico fin dai tempi del liceo, che si ribella e si licenzia. Ma ha tra le mani una commissione che potrebbe cambiare il futuro dell’azienda e illuminare finalmente il suo successo, anche agli occhi di Laura, giovane impiegata appena arrivata in ufficio. Il rischio è far saltare entrambe le famiglie, quella dove timbra il cartellino al mattino, e quella con cui condivide appena una colazione e un tragitto in auto fino alla scuola. Con questo romanzo disincantato e lucido, in un dialogo immaginario con lo scrittore Ottiero Ottieri, Albertini dà voce e nuova dignità a una corrosione personale e collettiva che il lavoro sembra non essere più in grado di nobilitare.
Alberto Albertini (1966), è nato e vive a Brescia. Laureato in Filologia Moderna, lavora da 34 anni nell’industria, attualmente come responsabile dell’innovazione e dello scouting tecnologico di un’azienda quotata, leader mondiale del settore Pharma. Copywriter, giornalista, consulente di marketing e comunicazione, docente a contratto presso la facoltà Sacro Cuore di Brescia, tra i fondatori della rivista ‘Stile Arte’, collabora con la scuola Holden e il ‘Giornale di Brescia’, ed è l’ideatore e il direttore artistico del festival ‘Rinascimento Culturale’. Con l’editore l’Obliquo ha pubblicato un saggio sulla scrittura di Giuseppe Pontiggia. Segnalato dal Comitato di Lettura del Premio Calvino, La Classe avversa è il suo primo romanzo.
Il suo romanzo, la “Classe Avversa” è uscito in libreria già nei giorni immediatamente precedenti al lockdown. Grazie alla sua pregevolezza, è stato capace di conquistare il prestigioso premio Viareggio-Rèpaci Opera Prima 2020.
Una scelta senza dubbio interessante quella di riportare al centro della narrazione la fabbrica, o meglio, in un certo senso, il suo disfacimento stesso (sia come realtà economica, che come spazio sociale e famigliare, dove l’aspetto più creativo e sognatore dell’imprenditorialità si scontra col tempo, la competizione e la necessità/desiderio di “fare profitto”). Una scelta che gli è valsa la scelta di “migliore opera prima dell’anno” da parte della prestigiosissima giuria del Viareggio, presieduta da Simona Costa e formata da Maria Pia Ammirati, Marino Biondi, Luciano Canfora, Ennio Cavalli, Marcello Ciccuto, Franco Contorbia, Francesca Dini, Emma Giammattei, Sergio Givone, Giovanna Ioli, Giuseppe Leonelli, Mario Graziano Parri, Gabriele Pedullà, Federico Roncoroni, Anna Maria Torroncelli. La consegna del premio è stata programmata per il giorno 30 Agosto, alle ore 21 presso la Cittadella del Carnevale di Viareggio.


