Di questi tempi la percezione è un “sesto senso” da non sottovalutare, soprattutto quando “a naso” respiriamo insicurezza, facendoci un baffo delle statistiche e soprattutto della mole di lavoro che le forze dell’ordine compiono ogni giorno sempre in modalità “silenzioso”, come se per loro non bastasse fronteggiare vaghe promesse nazionali, tagli vari, “ismi” di turno che nuocciono gravemente alla salute, la nostra. Eppure, ogni cittadino, dal bar di provincia all’ufficio più urbano non resiste alla tentazione di lanciare proposte, e non di rado anatemi contro un immaginifico mondo oscuro fatto di delinquenza spicciola e di criminali ad ogni angolo di strada. Chissà quante di queste storie l’arma dei carabinieri setaccia ogni qualvolta scoperchia gli animi inquieti delle nostre cittadine, di periferia e non, eppure, o forse proprio per quello, da qualche tempo a questa parte in diversi Comuni è in atto una “sperimentazione” interessante che vede i Carabinieri “in ascolto”, un segno dei tempi, o forse più semplicemente l’ennesima dimostrazione che l’Arma non agisce solo per dovere, ma anche per sensibilità verso le nostre insicurezze, percepite o meno. Episodi simili li stiamo vedendo anche durante le presentazioni del progetto “controllo del vicinato” ormai presenza fissa, non solo di cartellonistica, in decine e decine di borghi nostrani. Il tutto sembra innescare un circolo virtuoso tra l’essere cittadini e sentirsi parte umana nella comunità in cui si vive. Nulla a che vedere con la delazione né tanto meno la sindrome dell’uomo nero o verde delle vecchie ronde; giusto un pugno di cittadini armati di solidarietà, attenzione e cura verso il patrimonio pubblico, che per antonomasia, deve sentirsi “tuo”, a prescindere dalle dichiarazioni di reddito e di pelle. Il nemico si nasconde spesso nel nostro essere vulnerabili, accoglienti e in alcuni casi disarmati (non in senso letterale) di fronte alle perfide truffe di quei“rubagalline” che ogni giorno imperversano ai campanelli dei nostri villaggi, e troppo spesso sono i più indifesi a rimetterci le tasche. Un motivo in più per non sottovalutarequesti incontri con i Carabinieri i quali forniranno spunti e consigli utili affinché a questi scellerati impostori non resti altro che girare i tacchi e vergognarsi della propria ignominia. Bastano pochi gesti e giusto le ultime raccomandazioni dell’Arma per non cadere nelle loro trappole….
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Michele Scalvenzi


