di ANGELA DUCOLI
Il terzo posto della camuna Elisa Ducoli agli Europei di Svezia, che si sono tenuti nelle scorse settimane non è stata l’unica nota positiva per il mondo bresciano; in finale è giunto anche Enrico Vecchi, il diciottenne mezzofondista della società Atletica Rodengo Saiano Mico, già campione italiano Juniores. Inaspettata per lui la finale, giunta a seguito di un notevole miglioramento dei suoi tempi rispetto alle batterie. Al termine della gara, suo è stato il settimo posto, con 9’11”31.
Nato a Gardone Valtrompia, Enrico abita oggi a Folzano, una frazione di Brescia, ed è un figlio d’arte visto che il papà Angelo è stato un valido mezzofondista con 8:34.55 di primato personale sui 3000 siepi nel 1987. All’inizio, l’atletica era solo un gioco, ma poi da cadetto ha cominciato ad allenarsi con regolarità sotto la guida tecnica di Fabrizio Affò nell’impianto di Rodengo Saiano e la sua specialità in futuro potrebbero essere proprio le siepi. Frequenta l’Itis indirizzo meccanica ed è un appassionato di motori e di tecnologia.
Merita di essere ricordata anche la performance di Alessandra Bonora, sempre del team Atletica Rodengo Saiano Mico, la quale, classe 2000 come Vecchi,al primo Europeo Under20, torna a casa con buone soddisfazionisia nella 4×400 che nella batteria dei 400. Attiva nella prima giornata, ottiene un 55.71 sul giro di pista, che non le basterà, purtroppo, per arrivare alla semifinale ampiamente alla sua portata (55.45).
Ottima la prestazione anche nella 4×400, inserita nella terza frazione, con “il giro della morte” in 54.56 e chiude la gara in 3:42.72 al quinto posto, mancando per poco la finale.


